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Un calcio al consumismo e un altro allo spreco, perché tanti oggetti invece di finire nella pattumiera o dimenticati tra i meandri delle nostre case, possono avere una vita ed essere utili a chi ne ha davvero bisogno.

L’hashtag è #nuovodinuovo e l’idea è molto semplice, ovvero ridare una nuova vita a vestiti, oggetti e accessori che poi vengono dati gratuitamente a patto che chi li adotta, li scelga perché ne ha la necessità.

Il destino delle cose, dunque, può cambiare e ne abbiamo più volte parlato. Pensiamo all’esperienza dell’Armadio verde, la prima piattaforma per lo scambio e l’acquisto di vestiti usati per bambini o ancora la formula di Vigga che fa esattamente la stessa cosa in Danimarca.

La parola d’ordine è sharing economy, solo che nel caso de L’Antina (questo il nome del negozio) di mezzo non c’è il denaro, è una sorta di gemello dei frigoriferi solidali, solo che qui si regalano vestiti e accessori.

“Tutto è cominciato un venerdì sera di settembre con una lampada viola. Una delle sue estremità usciva appena dal sacchetto nero in cui il suo ormai ex proprietario l’aveva infilata, in vista della raccolta dei rifiuti indifferenziati del giorno dopo. Io l’ho notata e non ho resistito: l’ho portata a casa, l’ho pulita, ho verificato che funzionasse e ho pensato a cosa farne. Dopo qualche giorno ho deciso di portarla in negozio e di cercare lì i suoi nuovi genitori”, spiega la titolare Maddalena Cassuoli.

nuovodinuovo vigevano

In generale, L’Antina, che si trova a Vigevano, ha aperto nel 2016 ed è un negozio di abbigliamento usato e di oggetti e accessori realizzati a mano con materiali di recupero, insieme ad una piccola selezione di detersivi alla spina.

Ma qui si fanno anche laboratori, corsi e si pratica il baratto. Adesso accanto all’attività commerciale è iniziato il progetto gratuito #nuovodinuovo.

“Dopo averla sistemata, la lampada ha trovato subito casa e ad adottarla è stata Stefania. Dopo di lei sono transitati dal negozio, tra gli altri oggetti: una bilancia, che si trova ora a casa di Silvia e un germogliatore, adottato dalla famiglia di papà Riccardo. Tutti oggetti recuperati da me, per il momento. Ma sono tantissimi i clienti-amici dell’Antina che si sono detti disponibili a donare oggetti con questo sistema”, continua la titolare.

muri lantina

Visto il successo dell’iniziativa benefica, l’intenzione è quella di replicare il progetto in negozi, associazioni, ma anche condomini, parrocchie e biblioteche. Insomma in tutte le realtà con a disposizione una sede in cui posizionare i propri oggetti “in omaggio condizionato”, dando vita così ad una catena di valore di grande impatto, sia sulle relazioni che sull’ambiente.

Altre iniziative solidali:

Chi volesse attivarsi in questo senso può mettersi in contatto con Maddalena Cassuoli (che vorrebbe creare una rete visibile di questi punti virtuosi sul territorio) scrivendo a [email protected] utilizzando il numero 333/7376278.

Dominella Trunfio

Foto: L'Antina

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