fedi_nuziali_etiche

Se c'è un momento della cerimonia nuziale a cui nessuna coppia di sposi, neppure quella più eccentrica, stravagante e meno affezionata alla tradizione, rinuncerebbe mai, è lo scambio delle fedi: il gesto romantico che più di ogni altro sottolinea la promessa e l'impegno reciproco "finché morte non ci separi". Tuttavia, nonostante l'indiscusso valore simbolico, è raro che ci si chieda da dove provengano le materie prime, l'oro e le pietre preziose con cui vengono fabbricati anelli di fidanzamento e fedi nuziali, o che ci si interroghi riguardo alle condizioni in cui avvengono i processi estrattivi e di lavorazione.

I gioielli sono oggetti così incantevoli, preziosi e scintillanti che tendiamo a dimenticare che anche questo tipo di industria può contribuire all'inquinamento dell'ambiente circostante e, in alcuni casi, allo sfruttamento sociale di intere popolazioni. Eppure, chi indossa un gioiello, a maggior ragione se di grande valore simbolico come una fede nuziale, ha il diritto e il dovere di essere consapevole della sue origini, della sua provenienza e delle conseguenze che la sua creazione comporta.

Proprio per questo bisogna ricordare che, oltre all'inquinamento dell'aria e delle falde acquifere generato da determinati processi di lavorazione, troppo spesso l'estrazione dell'oro e di alcune pietre preziose avviene in circostanze di scarsa tutela o di sfruttamento dei lavoratori, ai danni di una manodopera che è anche minorile e in piena violazione dei più elementari diritti umani. Un esempio emblematico è costituito dai cosiddetti diamanti sporchi (o blood diamonds), estratti clandestinamente da lavoratori privi di qualsiasi diritto e il cui commercio finanzia gruppi terroristici, bande di paramilitari o signori della guerra, alimentando violenze e disordini, come accade ancora oggi, o è accaduto in un recentissimo passato, in Angola, Sierra Leone, Liberia, Costa d'Avorio, Congo e Zimbabwe.

Negli ultimi anni le Nazioni Unite hanno promosso varie iniziative informative e istituzionali per limitare il mercato nero dei diamanti. Il Conflict-Free Diamonds Council è stato creato appositamente per promuovere l'utilizzo di appositi certificati di origine nel commercio delle pietre preziose e per sensibilizzare i potenziali acquirenti sul tema, spingendoli ad esigere solo diamanti e gemme garantiti conflict-free, estratti e commercializzati legalmente, attraverso procedure trasparenti e alla luce del sole. Vi sono inoltre alcune associazioni - tra le quali la FLO (Fairtrade Labelling Organizations International) -  che sono attive nei paesi in via di sviluppo proprio con l'obiettivo di sconfiggere il mercato nero, da quello delle gemme a quello dei generi alimentari, promuovendo la legalità e tutelando così le popolazioni, i produttori e i lavoratori.

aster_stone_moissanite

Insomma, nonostante i diamanti siano i migliori amici di una ragazza, come cantava Marilyn Monroe in Gli uomini preferiscono le bionde, quando si acquista un gioiello e a maggior ragione se per un'occasione importante come il proprio matrimonio, ci sono vari elementi di cui bisognerebbe tenere conto. Per chi voglia scegliere consapevolmente e responsabilmente il proprio anello nuziale, sapendo che questo acquisto non finanzierà violenze e guerre civili e non danneggerà l'ambiente, esistono oggi numerose alternative solidali ed ecosostenibili. Si può optare per gioielli ornati da pietre certificate conflict-free e per oro e metalli riciclati e non sottoposti a trattamenti chimici. E c'è anche la possibilità di ricorrere a gemme sintetiche, come la moissanite, che è la migliore imitazione esistente del diamante, indistinguibile agli occhi di un profano, e che viene commercializzata a costi molto più accessibili (per avere un'idea dell'effetto finale, potete curiosare tra le collezioni di Charles & Colvard e Aster Stone). Insomma, scegliere in modo responsabile non significa dover rinunciare ad un gesto tradizionale o dover ripiegare su qualcosa di meno bello e di meno soddisfacente. Al contrario, ci sono modelli e creazioni per tutti i gusti: dai più classici e raffinati, ai più eccentrici e stravaganti.

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Diamo ora un'occhiata ad alcune delle possibilità offerte dal mercato. In Italia lo studio Uroburo, un atelier di arte orafa fondato a Milano dalla cooperativa sociale Città e Salute, propone fedi dalle linee geometriche, prive di pietre preziose e in materiali non trattati chimicamente.

Se poi si pensa di acquistare i propri anelli nuziali su internet, le opzioni diventano davvero molto varie. GreenKarat, di cui avevamo già accennato nella guida all'eco-sesso,  permette a ciascuna coppia di personalizzare dei gioielli già esistenti o di ideare e disegnare il modello dei propri sogni, per poi vederlo realizzato in gemme sintetiche e metalli rigorosamente riciclati, con la possibilità di contribuire alla produzione con il proprio vecchio oro e risparmiando anche un po'.

brilliant_earthFedi in oro e in altri metalli riciclati, ornati da diamanti e pietre preziose conflict-free e in alcuni casi personalizzabili sono disponibili su siti quali Brilliant Earth (che ogni anno devolve il 5% dei propri profitti al fondo Diamonds for Africa, allo scopo di sostenere le comunità che hanno subito pratiche di sfruttamento per via di metalli e pietre preziose), Hoover and Strong e CRED - The Fair Trade Jeweller.

artisan_wedding_ringL'americana Reflective Images Inc. è invece presente sulla rete con tre marchi di gioielleria (Celtic Jewelry e Artisan Wedding Rings, pensati appositamente per gli sposi, e il più sbarazzino Carousel) e sponsorizza il blog Fair Trade Jewelry, per far conoscere gli effetti disastrosi del mercato nero di oro e pietre preziose e per spingere i consumatori a scelte più consapevoli e responsabili.

Anche gli atelier britannici Fair Gems e Ingle & Rhode propongono gioielli etici: diamanti rigorosamente certificati e oro e metalli non trattati chimicamente, provenienti da fornitori che non impiegano manodopera minorile e che garantiscono ai propri dipendenti un salario equo e le necessarie condizioni igienico sanitarie.

hoover_and_strongAgli stessi principi di eticità, solidarietà e sostenibilità rispondono le raffinate creazioni dei marchi americani Leber Jeweler, che presenta anelli dalle linee classiche, e Dené Design, le cui collezioni sono più frizzanti, colorate e fantasiose. Tra i maestri orafi che propongono on-line anelli e fedi nuziali in metalli riciclati e gemme sintetiche o comunque di provenienza certificata troviamo inoltre Sarah Perlis, Jennifer Dawes, Lori Bonn e Kirsten Muenster (quest'ultima ha ideato delle originalissime creazioni in argento del tutto prive di pietre preziose).

elizabeta_jewelryAltri prodotti, matrimoniali e non, realizzati artigianalmente da orafi indipendenti in oro, metallo, gemme e anche, per i più anticonformisti tra voi, vetro, plastica e legno, si possono trovare su siti quali Elizabeta Jewelry ed Etsi.

Lisa Vagnozzi

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