Vittoria! Dopo il no alle pellicce, Versace elimina anche la pelle di canguro dalle collezioni

Sono tempi duri per i canguri, in migliaia sono morti a causa degli incendi in Australia, ma per loro adesso arriva una buona notizia: dopo il no alle pellicce, il noto brand Versace elimina anche la pelle di canguro da tutte le collezioni a partire da subito, così come hanno già fatto Diadora e Pro-Life.

Lo scorso ottobre, un dossier della Lav aveva svelato la cosiddetta ‘strage segreta dei canguri’, oltre 2,3milioni di esemplari uccisi sia per consumo alimentare che per la moda. E chi pensa che il problema non riguardi l’Italia si sbaglia di grosso: il nostro Paese detiene il primato in Europa di primo paese importatore di pelli di canguro, superato in ambito internazionale solo dal Pakistan e seguito a stretto giro dalla Turchia.

Secondo il dossier, sono oltre 2 milioni (39% dell’export dall’Australia) le pelli grezze che tra il 2012 e il 2016 hanno varcato i confini nazionali. La pelle di canguro viene lavorata dalle concerie italiane e poi utilizzata da aziende in ambito sportivo (calzature da calcio e tute motociclistiche), ma anche nell’abbigliamento e nel settore calzaturiero in fasce medio-alte o alte del mercato.

Aziende che nella stragrande maggioranza dei casi non sono neanche consapevoli delle criticità della filiera, delle violente uccisioni di cuccioli e adulti, al volume delle uccisioni che stanno minacciando la sopravvivenza di intere specie. Si tratta dunque di aziende che stanno agendo in buona fede? Si chiede la Lav. Assolutamente no.

“Questi brand globali della moda e dello sport si limitano a verificare che l’approvvigionamento sia legittimo e rispettoso delle norme vigenti. Ma non vanno a vedere (o non vogliono vedere) come è stato possibile classificare il canguro come animale infestante, come le norme che regolamentano le uccisioni sono applicate e se sono sufficienti ad assicurare adeguati livelli di tutela per gli animali, quali conseguenze possono avere le uccisioni di questi animali”.

Per questo era stato lanciato un appello per chiedere alle aziende italiane di dire stop all’utilizzo della pelle di canguro. Appello che è stato accolto da Versace a partire dalle collezione 2019 e ancor prima da Diadora (abbigliamento sportivo) e Pro-life (pet food) che giurano che non useranno più pellami e carne di canguro nei loro prodotti.

“Si tratta di un atto di responsabilità e di civiltà, in linea con la crescente sensibilità dei cittadini di tutto il mondo per temi come il rispetto degli animali e la sostenibilità ambientale”, dichiara Simone Pavesi, responsabile LAV area Animal Free.

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Giornalista professionista, laureata con lode in Scienze Politiche e con un master in Comunicazione Pubblica e Politica. Vincitrice di due premi giornalistici per la realizzazione di due documentari. A settembre 2017 pubblica "Appunti di antimafia. Breve storia delle azioni della ‘ndrangheta e di quelli che l’hanno contrastata".
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