Le cucine plastic free che durano una vita

Sneakers made in Italy dagli scarti della frutta con tanto di scatola che attira le api

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Da Napoli arriva una bella novità nel settore delle calzature eco-sostenibili. Parliamo di una linea di sneakers ricavate dagli scarti della frutta e dotate di un packaging amico delle api.

Dall’incontro tra lo stilista coreano Dong Seon Lee e la product manager napoletana Giuliana Borzillo, è nata una start-up che sta per lanciare una prima collezione di sneackers sostenibili e completamente prive di componenti animali. Parliamo della ID.LAB che ha creato la linea di scarpe ID.EIGHT, realizzate utilizzando scarti dell’industria alimentare.

Più nello specifico si tratta di scarti del reparto ortofrutticolo non commestibili, ad esempio quelli della mela e delle vinacce dell’uva. Vengono utilizzate poi fibre che derivano dalle foglie dell’ananas, il tutto per realizzare tre tipologie di simil-pelle adatte a creare poi le scarpe vere e proprie.

Di questi materiali abbiamo già parlato, si tratta di Pinatex, dalle foglie di scarto degli ananas filippini, della Pelle-Mela e di Vegea textile (dalla bio-polimerizzazione della vinaccia).

Ogni sneakers nella sua interezza viene prodotta con materiali riciclati, anche le suole sono in gomma riciclata così come i lacci in poliestere e le tomaie in Lycra.

Ma c’è una chicca in più: la scatola in cui sono confezionate e vendute le scarpe. Il packaging è pensato per essere in tutto e per tutto green, non solo la scatola è realizzata con carta riciclata ma al suo interno vi è una bella sorpresa: una bomba di semi di fiori autoctoni da piantare in vaso o in giardino in modo da attrarre le api (e sappiamo quanto sia importante favorire il benessere di questi insetti per il pianeta e la biodiversità).

La prima collezione è composta da due modelli: Duri e Hana, entrambi casual e unisex (e tutte le scarpe lo saranno) con lo scopo di promuovere un gender fluid, cioè evitare la separazione per genere.

Sottolineiamo poi che si tratta di scarpe etiche e non solo per come vengono realizzate: la filiera del prodotto è infatti controllata, dai materiali, al trasporto che sarà affidato a ditte che non sfruttano i lavoratori e che rispettano i diritti sindacali.

Da oggi e ancora per 57 giorni, sarà attiva una raccolta fondi su Kickstarter per sostenere la produzione delle scarpe. Tutti coloro che parteciperanno avranno una ricompensa che potrà essere un semplice ringraziamento sui social e, nel caso di donazioni più elevate, gadget o addirittura uno dei primi modelli di scarpe in produzione.

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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