@Ventura/Shutterstock

Repeat dressing: salvare il Pianeta indossando più volte gli stessi vestiti (senza vergognarsi)

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Che l’industria dell’abbigliamento abbia un notevole impatto sull’ambiente non è di certo una novità, che la nostra sia la società dell’apparenza, neanche. Ma si sta facendo strada un nuovo movimento che invita le persone a indossare più volte gli stessi vestiti, senza vergogna.

Si chiama Repeat dressing e lancia un messaggio chiaro: ognuno deve fare la propria parte per non essere complice della distruzione del Pianeta. Diciamocelo: i nostri armadi sono pieni di vestiti spesso comprati a prezzi stracciati. Ma dietro quelle t-shirt, quegli abiti ci sono storie di sfruttamento della manodopera e dell’ambiente.

Eppure tutto ciò passa in secondo piano nell’era dei social, quella in cui c’è chi si vergogna di apparire su Instagram, Facebook, Tik Tok e via dicendo, con lo stesso capo d’abbigliamento. Così per ottenere più follower, la parola d’ordine diventa: comprare.

Alcune persone credono che indossare la stessa giacca o maglietta per due post di fila possa renderli impopolari. E se pensate che stiamo parlando di fantascienza, vi sbagliate di grosso. Un recente studio dell’organizzazione benefica per l’ambiente Hubbub ha rivelato che un giovane su sei non indosserebbe lo stesso vestito, una volta che è stato visto sui social media.
L’industria della moda ha un enorme impatto sull’ambiente: è il secondo più grande inquinatore dietro l’industria petrolifera. Ci vorrebbe quindi un’inversione di tendenza: tessuti sostenibili, riciclaggio, supporto alle imprese green e soprattutto maggiore consapevolezza.

“È importante che tutti noi facciamo la nostra parte apportando piccoli cambiamenti individuali, per questo è iniziato un movimento che invita le persone a fare la loro parte indossando più volte gli stessi abiti senza vergogna”, dice il capo di Hubbub, Trewin Restorick.

Sarebbe anche un modo per combattere la ‘fast fashion’, ovvero la moda veloce e spesso usa e getta che guarda alle ultime tendenze sempre e comunque.  “Le tre parole che devi ricordare sono ridurre, riutilizzare, riciclare”, afferma Katie Williams della Youth Climate Coalition del Regno Unito.

Comprare vestiti di seconda mano o ancora indossarli più volte significa che impattare meno. Non buttare poi può aiutare enti di beneficenza. “Se tutti creiamo un cambiamento sociale, accadrà un miracolo. Dobbiamo tutti essere consapevoli di ciò che acquistiamo e da chi compriamo”.

Cosa dice l’industria della moda? I rivenditori ammettono che occorre fare di più, ma affermano che stanno già lavorando per ridurre l’impatto dei loro prodotti. Molte aziende di moda stanno cambiando utilizzando materiali riciclati e di provenienza sostenibile.

Fonte: BBC

Leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
eBay

Come scegliere la migliore piscina fuori terra per giardino o terrazzo

Consorzio del Prosecco

Salvaguardia della biodiversità e superfici destinate a siepi e boschetti: il contributo del Consorzio del Prosecco

eBay

Bricolage: le migliori soluzioni per organizzare al meglio i tuoi attrezzi da lavoro

Seguici su Instagram
Seguici su Facebook