Indossare una pellicciaeco-friendly: l’Authority inglese vieta la pubblicità ingannevole della EFBA

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Indossare una pelliccia fa bene all’ambiente: riduce le emissioni di CO2, non produce alcuno spreco, alimenta la catena del riciclo e, dulcis in fundo, aiuta pure la conservazione. Orripilante davvero. Ma è quanto sostiene una scioccante campagna pubblicitaria dell‘European Fur Breeders’ Association (Associazione Europea dei Produttori di Pellicce), che motiva punto per punto queste sconvolgenti affermazioni. Ad esempio, sotto la voce “riduzione dell’emissioni di CO2“, si può leggere: “nessun trasporto necessario, gli animali da pelliccia nascono, vengono allevati e muoiono in azienda“.

Ma per Global Action in the Interest of Animals (GAIA) si tratta, ovviamente, di un claim del tutto falso, o quantomeno fuorviante, come dimostra uno studio condotto dal Ce Delf , secondo il quale l’impatto ambientale della produzione di visone è semmai maggiore rispetto alla produzione di altri tipi di abbigliamento, o il fatto che lo spot non tenga conto di fattori che sono parte integrante del processo di produzione, come il trasporto del cibo per gli animali o delle pellicce stesse.

Per fortuna, a rimettere in chiaro le cose ci ha pensato l’Advertising Standards Authority , l’Autorità inglese di regolamentazione della pubblicità, definendo lo spot come una forma di greenwashing (in una delle sue forme più becere, aggiungiamo noi) e vietando la sua diffusione in Gran Bretagna. Così, dopo la denuncia da parte di Gaia, l’Authority spiega in una nota che l’affermazione “è eco-friendly indossare pellicce” non può essere utilizzata se gli inserzionisti non sono in grado di fornire prove convincenti sul fatto che il loro prodotto non provochi alcun danno ambientale, tenendo conto anche dell’intero ciclo di vita del prodotto, dalla produzione allo smaltimento. “Le informazioni e la documentazione presentate dall’European Fur Breeders’ Association non hanno dimostrato che il commercio di pellicce non causerebbe danni ambientali“, conclude l’ASA, che bolla la campagna come ingannevole per il consumatore.

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Insomma, checché ne dicano i signori della pelliccia, la pubblicità non potrà apparire nel Regno Unito, proprio come era successo in Belgio, dove il Garante aveva dichiarato sempre ingannevole lo stesso spot . Cari pellettieri, cominciate a ripetere: non è eco-friendly indossare una pelliccia, non è eco-friendly indossare una pelliccia, non è eco-friendly indossare una pelliccia. Repetita iuvant…

Roberta Ragni

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Caporedattore di greenMe. Dopo una laurea e un master in traduzione, diventa giornalista ambientale. Ha vinto il premio giornalistico “Lidia Giordani”, autrice di “Mettici lo zampino. Tanti progetti fai da te per rendere felici i tuoi amici a 4 zampe” edito per Gribaudo - Feltrinelli Editore nel 2015.
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