@Valentino

Marchi fur free: anche Valentino dice addio alle pellicce

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Si allunga ancora la lista di marchi che abbandoneranno per sempre le pellicce. Anche Valentino, una delle maison più note e amate al mondo, diventa fur free. Ormai tutti i big della moda stanno prendendo le distanze dall’industria delle pellicce.

Come dichiarato dalla stessa azienda, le alternative alla pelliccia animale possono essere più rispettose anche dell’ambiente e, pertanto, più sostenibili oltre che etiche. L’addio ufficiale alle pellicce da parte di Valentino sarà nel 2022, quando il marchio si aggiungerà ai molti altri big della moda che già da tempo hanno abbandonato tale pratica, da Armani a Gucci.

“Maison de Couture per noi significa creatività, unicità, intimità e mindset inclusivo. Il concetto fur-free è perfettamente allineato ai valori della nostra azienda. Stiamo avanzando velocemente nella ricerca di materiali differenti e in ottica di una maggiore attenzione all’ambiente per le collezioni dei prossimi anni”, ha detto Jacopo Venturini, CEO della Casa di Moda Valentino.

Una decisione che fa di certo piacere ma che fa anche riflettere. Se il miliardario mondo della moda ha intrapreso la svolta fur free, anche i singoli paesi, Italia inclusa, dovrebbero seguirne l’esempio, a partira dagli allevamenti di visoni che negli ultimi mesi hanno fatto molto discutere per via della pandemia.

La LAV plaude la decisione responsabile di Valentino di rinunciare all’uso di pellicce animali, anche in considerazione di quanto questa industria ha avuto e continua a mantenere un ruolo negativo per la possibile ulteriore diffusione del coronavirus (e relative varianti) a causa della epidemia che ancora continua a diffondersi tra gli allevamenti di visoni

ha detto Simone Pavesi, responsabile LAV Area Moda Animal Free.

Mentre i big della moda hanno di fatto “chiuso” le porte dell’Industria della pelliccia, purtroppo in Italia si continuano ad allevare visoni, nonostante 2 allevamenti focolaio di Coronavirus accertati. Per il Ministro della Salute Roberto Speranza ora non ci sono più scuse ed è arrivato il momento di assumere una decisione politica in linea con l’opinione pubblica – storicamente contro lo sfruttamento di animali per la pelliccia -, con le strategie di sostenibilità delle principali aziende italiane e, non per ultimo, con la necessità di tutelare la salute pubblica da nuovi possibili focolai negli allevamenti di visoni.

La pelliccia, anacronistica e non necessaria, è solo un vezzo estetico, veicolo di morte e sofferenza che, in nome dell’evoluzione etica, deve essere definitivamente accantonato

ha aggiunto Walter Caporale Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani.

Non ci sono dubbi sul fatto che quelle delle case di moda siano scelte prettamente commerciali, volte ad assecondare un mercato sempre più attento ed etico. Per quanto ci riguarda, il benessere animale è ciò che conta davvero.

Fonti di riferimento: LAV

Sulle pellicce, leggi anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista pubblicista specializzata in Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. Nel 2011 ha vinto il Premio Caro Direttore e nel 2013 ha vinto il premio Giornalisti nell’Erba grazie all’intervista a Luca Parmitano.
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook