In Australia nasce la Biblioteca dei vestiti, per ridare vita agli abiti dismessi e costruire un guardaroba collettivo

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Una sorta di guardaroba collettivo per risparmiare bei soldini e ridurre il superfluo: in Australia nasce un’autentica Biblioteca dei vestiti, dove, come per i libri, si dà in prestito l’abbigliamento che non si usa più conferendogli nuova vita. E quello che proprio non può essere (re)indossato viene riciclato in prodotti tessili.

Esattamente come la Biblioteca del giocattolo nata a Genova, anche Lost Property – è questo il nome del negozio di Fremantle, in Australia – consente di donare i vestiti dimessi e di costruire un guardaroba collettivo in pieno spirito di condivisione e di moda sostenibile.

Un’idea eccezionale, visto che la maggior parte delle donne, dinanzi al proprio armadio spalancato, spergiura un triste “non ho niente da mettermi!”: in piedi, davanti a un guardaroba aperto, il peso spostato su una gamba e la testa inclinata di lato, mentre esaminiamo criticamente il contenuto del suo interno cavernoso, tutte – almeno una volta al giorno – cadiamo nella scomoda conclusione che non abbiamo assolutamente nulla da indossare.

È proprio in quella caverna di armadio che si nascondono i più inutili pezzi, magliette sgargianti stile anni ’80, cinturoni, vestitini di quando eravate magre e perfette. Indumenti usati che, state certe, non indosserete. L’unica soluzione di fronte a questo caos è donarli. Un gesto da fare concretamente, soprattutto se si considera che nel mondo, ogni anno, si gettano un milione di tonnellate di indumenti.

E allora, un po’ come gli “ShareWear” svedesi, una collezione di capi di tendenza disponibili per essere condivisi, così anche l’australiana Lost Property segue questa concezione.

“Pensa alla porzione del tuo armadio di cui sei annoiato, dove c’è roba che non indossi mai e non ti interessa, che raccoglie polvere da decenni. Questi abiti in eccesso, che tutti abbiamo nell’armadio, potrebbero essere definiti rifiuti, ma qualcuno sarebbe felice di indossarli come fossero nuovi oggetti freschi per il proprio look personale”, dicono le ideatrici dell’iniziativa.

Ciò di cui voi vi siete stancati, insomma, potrebbe andare di genio a qualcun altro.

lost property

Qui al Last Property, i membri pagano un abbonamento mensile e questa iscrizione dà pieno accesso alla Biblioteca di vestiti, con scambi illimitati e accesso a un guardaroba illimitato.

E non solo, sul sito si legge che qualsiasi tipo di abbigliamento donato che non possa per qualche motivo essere riutilizzato così com’è – o al massimo con qualche aggiusto – viene riciclato in prodotti tessili. In più, vengono ospitati periodicamente laboratori di cucito, lavori a maglia e patch.

Una soluzione semplice ed efficace, insomma, che può contribuire a un andamento decisamente più sostenibile della moda. Tutto ciò che serve è iniziare a condividere (anche) i vestiti!

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Germana Carillo

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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