Marchi fur-free: anche Alexander McQueen e Balenciaga dicono addio alle pellicce

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Niente più pellicce di animali nelle collezioni: anche i marchi di lusso Alexander McQueen e Balenciaga, entrambi di proprietà della maison di moda Kering, ne vietano l’uso. L’iconica casa di moda britannica e il designer spagnolo si uniscono così a un numero sempre crescente di stilisti diventati “fur-free”, tra cui Prada, Gucci, Armani, Versace, Michael Kors, Jimmy Choo, DKNY, Burberry e Chanel.

La notizia è stata divulgata nel documento nel documento del gruppo Kering “2020 Universal Registration”, in cui si afferma come la maggior parte delle Maison del Gruppo non utilizzi pellicce.

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Per esempio – si legge – Gucci fa parte del programma Fur Free Retailer promosso dalla Fur Free Alliance, e ha bandito l’uso di pellicce in tutta la sua gamma a partire dalle collezioni primavera/estate 2018. Gucci si è anche impegnata a non utilizzare più l’angora. Anche Balenciaga, Alexander McQueen e MCQ non usano più pellicce nelle loro collezioni”.

Una decisione che viene dopo che una coalizione di stilisti, tra cui Stella McCartney e Vivienne Westwood, ha firmato una lettera al Primo Ministro del Regno Unito esortando il paese a vietare l’uso di vera pelliccia di animali, ritenuta tra l’altro “obsoleta”.

Non solo grandi marchi di moda. Ad oggi, ci sono anche diverse città, stati federali o Paesi interi che stanno introducendo il divieto della vendita di pellicce. È  il caso della Polonia o della California, per esempio, che nel 2009 è diventata il primo stato americano a vietare la vendita di pellicce. Diversi altri stati americani hanno introdotto divieti simili nel 2021, mentre il Regno Unito sta ora considerando di diventare il primo Paese al mondo a vietare la vendita di pellicce.

Fonte: 2020 Universal Registration

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per greenMe dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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