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Il Jeans, uno degli indumenti più amati e indossati di sempre, diventa green grazie all'idea del marchio italiano Replay che ha lanciato Laser Wash, un nuovo trattamento ecologico, che non utilizza la classica sabbiatura, ma si basa su una nuova tecnologia laser che favorisce anche una minore necessità d'acqua.

Da anni si utilizza inoltre una sorta di “pre-lavaggio” che comporta un notevole dispendio d'acqua, con costi proibitivi non solo dal punto di vista economico ma soprattutto ambientale. Ma la nuova proposta di Replay ha superato tale difficoltà, così come quella legata alla sabbiatura, altro processo tutt'altro che ecologico.

Proprio quest'anno, l'associazione Labour Behind the Label ha chiesto di porre un veto nella pratica della sabbiatura in alcuni stabilimenti di noti marchi di jeans, a causa dei gravi rischi per la salute dei lavoratori per via della sovraesposizione alla polvere di silice, utilizzata nel processo. Lo scorso inverno in Italia fu portata avanti una campagna di sensibilizzazione da parte di Abiti Puliti:, "Stop aj jeans sabbiati" che si inseriva all'interno della campagna internazionale Clean clothes campaign”.

Replay sembra aver fatto propria questa idea, optando per il nuovo processo di lavaggio-laser che sebbene utilizzi l'acqua, lo fa in minore quantità e si basa su un laser automatico a bassa potenza. L'azienda sta già introducendo i nuovi jeans in due modelli, sia per gli uomini che per le donne, ad un costo di circa 225 dollari, circa 170 euro.

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E non si tratta della prima iniziativa del marchio sulla strada della sostenibilità. Qualche anno fa, Replay produsse dei jeans in cotone biologico e introdusse il processo di pre-lavaggio a base di ozono, per ridurre la quantità d'acqua necessaria.

Anche le Iene, qualche tempo fa, denunciarono i rischi connessi alla sabbiatura dei jeans, portando le testimonianze degli addetti ai lavori, affetti da silicosi, una malattia respiratoria legata all'esposizione silicotica ed in particolare alla silice cristallina, che nei casi più gravi può portare anche alla morte.

La cosa ancora più grave è che non si conosce ancora a fondo la patogenesi di questa malattia, ossia come si origina. Due sono le ipotesi attualmente considerate: nella prima, alcune cellule presenti nei polmoni, i macrofagi, digeriscono frammenti di silice, portando infine alla loro rottura e alla liberazione di molecole tossiche. Nella seconda ipotesi, la silice viene frammentata con la formazione di molecole antigeniche capaci di indurre la sintesi di autoanticorpi e la formazione di immunocomplessi: la conseguenza più immediata di tale processo è che il nostro corpo produce anticorpi contro sé stesso, non distinguendo più le proprie componenti da quelle silicotiche.

Ma Replay, per fortuna, non è l'unica ad aver detto addio ai procedimenti inquinanti. Anche Versace, H&M, Levi Strauss, Pepe Jeans e Gucci hanno pubblicamente vietato la sabbiatura.

Francesca Mancuso

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