greenpeace_geoxQuesta mattina, attivisti di Greenpeace hanno colpito con uno dei famosi blitz la Geox, produttore italiano di calzature. Gli attivisti dell'associazione si sono presentati fuori dalle vetrine del negozio di via Dante a Milano, per esporre striscioni ed una scarpa fumante. La rappresaglia è stata motivata dalle mancate risposte da parte della Geox, relativamente alle accuse contenute nello studio "Amazzonia che macello !" presentato proprio da Greenpeace.
Lo studio, durato tre anni, mette sotto accusa le aziende che con le loro richieste di pelle e di carne, alimentano il disboscamento dell'Amazzonia. Gli allevatori infatti, per far fronte alle crescenti richieste dei prodotti di origine bovina, ricavano pascoli disboscando la foresta. "Abbiamo chiesto a Geox quali misure intende prendere per far sì che le scarpe che produce, oltre a far respirare i piedi, non soffochino l'Amazzonia e il nostro clima. Non abbiamo mai ricevuto risposta", riferiva Chiara Campione. responsabile della Campagna Foreste di Greenpeace.

La Geox, dopo quattro ore di proteste ha diramato un comunicato in cui si scusa con Greenpeace per non aver fornito le risposte in tempo e promette di farlo ad un tavolo il prossimo lunedì. "Siamo soddisfati di questo piccolo passo, ora ci aspettiamo da Geox impegni concreti" ha dichiarato la Campione.

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