green_groupie1Dal celebre Coachella Festival, alle passerelle delle eco-fashion weeks d’oltreoceano, la tendenza green style per l’estate arriva dritta dritta dall’armadio della nonna.

Musica e moda, miti e movimenti. Rapporti dialettici che si intersecano e si alimentano da sempre in maniera reciproca, dall’una all’altra senza soluzione di continuità cavalcando l’onda delle suggestioni e della creatività in un revival continuo che non conosce tramonto. Lo stile come contrassegno di una generazione, di un pensiero, di un’idea, tendenze capaci di parlare dello spirito del tempo e della storia della società in cui si affermano.

 

green_groupie3Se il fashion style contemporaneo è orientato sempre più verso il green, con le eco-settimane della moda che in tutto il mondo promuovono creazioni che hanno alla base materiale di recupero, il concetto che lo sostiene è quello dell’esaltazione della personalità, della libertà del gusto e dello stile sganciato una buona volta dai diktat massificanti. Così, unendo il pallino della musica a quello per il design e all’attenzione per l’ambiente, Jenny Reyers, creativa di Los Angeles, ha dato vita ad una collezione di abiti che, tra corpetti, nastri e grandi cappelli, rende omaggio al vintage e celebra al tempo stesso il mito malizioso, femminile e giocoso di una presenza iconica nel mondo del rock lanciando un nuovo trend: quello della green groupie.

 

La Reyers, che ancor prima di essere una designer è una patita della musica, ha passato gli ultimi anni della sua vita in giro per il paese al seguito delle sue band preferite nutrendosi dell’estro e delle intuizioni degli ambienti artistici. Dal 2006, data di pubblicazione dell’album Rabbit Fur Coat, si occupa di curare il look dell’ amica e cantante indie Jenny Lewis e della band Rilo Kilo rielaborando indumenti vintage scovati in negozietti di seconda mano sparsi qui e lì in tutti gli Stati Uniti.

green_groupie2La Lewis si conquista le copertine dei più accreditati magazine musicali ed assieme a lei le creazioni della Reyers trovano spazio su riviste come Rolling Stone o Under the Radar fino ad arrivare quest’anno alla grande vetrina del Coachella Valley Music and Arts Festival in California. Da questa esperienza matura il proposito di fare il grande passo: dal vestire gli amici al creare un marchio, Geronimo, prodotto a partire dagli stock di abiti dimenticati nei depositi dei magazzini “Ho deciso di utilizzare stock di tessuti vintage perché mi piaceva l’idea che le mie creazioni fossero eco-friendly e che suggerissero ai giovani il modo di provvedere da sé ai propri bisogni”. Prima ancora di una proposta commerciale dunque, un invito al fashion fai-da-te orientato ad un utilizzo ed una fruizione dello stile più personale e maggiormente cosciente delle possibilità del recupero dei materiali. Per abbattere costi e consumi, in pieno spirito green, la produzione di Geronimo si limita all’area di Los Angeles e non sono assolutamente previsti per il brand progetti di out-sourcing. Per tutte coloro che non ne potessero fare a meno i capi sono acquistabili direttamente tramite il sito, per coloro che invece volessero cimentarsi nella divertente caccia al pezzo d’epoca tra mercatini, negozietti second hand ed i vecchi armadi della nonna segnaliamo il sito che ospita un originale contest a cui potete partecipare inviando una foto di ciò che siete stati capaci di fare.

Rosa Simonetta

 

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