mutande

Germogli di soia, farina di soia, salsa di soia ma da oggi anche intimo di soia. Non si tratta della lista della spesa di un amante del legume originario dell'estremo Oriente, ma dell'ultima novità in fatto di lingerie. Uranus Appareal azienda di giovani brillanti con una spiccata coscienza ambiental-erotica, commercializza mutandine realizzate con fibra di soia.

L'intimo in versione sia maschile che femminile è venduto, on line, per soli 19 dollari. L'acquirente una volta completato l'acquisto riceverà un set composto da tre paia di boxer in tre diversi colori: beige, verde e nero. Le mutande arriveranno a destinazione contenute in un piccolo sacchetto, non certo di soia ma almeno biodegradabile al 100% o riutilizzabile.

Ma perché indossare intimo di soia?

Prima di tutto perché, secondo i consumatori, è confortevole, morbido più del cotone ma soprattutto duraturo. Secondo perché un paio di mutande può salvare il Pianeta.
Fedeli al motto del maiale, pardon della soia, non si butta nulla, i produttori realizzano la lingerie con i resti del legume. Tutte le parti che non vengono utilizzate per prodotti alimentari o per altri scopi commerciali diventano abbigliamento intimo.

Il vantaggio?

Se la soia non fosse riutilizzata in questo modo, sarebbe bruciata o peggio ancora gettata in una discarica, generando inquinamento e perdita di energia. Ecco cosa fa Uranus Appareal. Un commercio che cerca di farsi spazio attraverso la rete. L'azienda pubblicizza la propria lingerie sfruttando le potenzialità virali del web con brevi video su YouTube:

Niente modelle dagli atteggiamenti provocanti ma ragazze, senza dubbio molto carine, che ballano, scherzano e ridono in mutande.

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