Moda etica: ecco Vegea, scarpe, borse e vestiti realizzati dagli scarti dell'uva

Vegea vinaccia

Moda ecologica e sostenibile dal riciclo degli scarti del processo di vinificazione. Dal biomateriale derivato dall'uva nasce infatti la prima collezione al mondo di moda. Il merito è di Vegea, produttore animal free di biomateriale derivato dal vino, che ha da poco presentato la sua collezione centrata su materiale vegan proprio a base di vinaccia.

Affidatasi per questo progetto alla direzione dell'eco-designer e ormai famoso "stilista della natura" Tiziano Guardini, Vegea non è nuova in questo ambiente. Nata, infatti, come azienda produttrice di materiali bio utilizzare nei settori fashion e design, si è insediata presso Progetto Manifattura, un incubatore cosiddetto "clean tech" e polo dell’economia circolare.

Lo scopo? Quello di proporre alternative ai materiali di origine fossile non rinnovabile e a tutti i materiali di origine animale.

Da qui è nato il lavoro dei due fondatori, Gianpiero Tessitore, architetto, e Francesco Merlino, chimico industriale, che, con l'aiuto dei centri di ricerca specializzati nella sintesi di macromolecole, hanno portato avanti uno studio su diverse matrici vegetali dell'agroindustria, per creare materiali "biobased" da fonti vegetali rinnovabili, in linea con i principi basilari dell’economia circolare.

Ed è così che è stata poi svolta un'indagine sui derivati della lavorazione vitivinicola, la vinaccia, quell'insieme cioè dei semi e bucce dell'uva che si ricavano durante la produzione del vino, come la materia prima ideale, e contenente composti polifunzionali che costituiscono la "base ottimale per la creazione di tessuti tecnici ecosostenibili". 

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E nel processo produttivo di Vegea, questi derivati di natura organica sono trasformati in un biomateriale dall’alto valore aggiunto, con un rapporto molto semplice: da ogni 10 di litri di vino prodotti si ricavano 2,5 kg di vinaccia, con i quali si può produrre 1 metro quadro di Vegea. 

"Vegea nasce come alternativa ai materiali di origine fossile non rinnovabile e ai materiali di origine animale. Crediamo fermamente che sia venuto il momento di studiare, creare e proporre valide alternative che siano animal-friendly ed ecosostenibili", dicono i due fondatori.

"L'industria della moda in particolare - dice Gianpiero Tessitore - è uno dei settori più inquinanti al mondo, se consideriamo tutta la filiera produttiva, partendo dall’acquisizione delle materie prime, fino ad arrivare allo smaltimento dei prodotti. L'idea di approfondire ricerche e iniziare collaborazioni specifiche è nata proprio dalla necessità di trovare soluzioni sostenibili alle problematiche che questo ed altri settori generano, venendo incontro alle esigenze dei consumatori più informati e sensibili alle tematiche ambientali".

Come funziona il processo produttivo? Alle aziende vinicole spetta la spremitura dell’uva e la separazione delle vinacce, le quali vengono poi essiccate in modo tale che non biodegradino e possano essere utilizzate anche a distanza di tre anni a partire dalla data dell’essiccazione. Grazie a questa procedura, la materia prima rimane sempre disponibile per la produzione senza dover attendere ogni anno il periodo della vendemmia.

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Poi vengono eseguiti dei trattamenti brevettati e si crea una miscela che viene spalmata, fino a realizzare dei teli. Il processo produttivo termina con la specifica finitura, in modo tale da conferire diverse gradazioni di peso, spessore, elasticità, goffratura e colore differenti in base alle diverse applicazioni. 

Il valore aggiunto di questo nuovo materiale risiede nella possibilità di riciclare gli scarti del processo di vinificazione, che ogni anno sono di ben 13 milioni di tonnellate, destinate anche a raggiungere le falde acquifere. Una tale quantità di vinaccia è in grado di fornire 3 miliardi di metri quadrati di teli senza quasi mai sprecare una goccia d’acqua. Un bell'esempio di moda etica!

Germana Carillo