stivali ombrello

Piove. Tanto. Un autunno accompagnato da temporali e burrasche. Vi siete già ritrovati fradici come pulcini, fregati dalla pioggia arrivata all'improvviso? Senza stivali e senza ombrello siete arrivati a casa zuppi? Ad offrire non una ma ben due soluzioni per ripararci dagli acquazzoni sono state da due designer.

E se le galosce, rigide ed ingombranti, potessero essere comodamente ripiegate in borsa? Impossibile, direte. Ma a smentirlo è stata Estel Alcaraz che ha ideato Sardines, gli speciali stivali realizzati con materiali riciclabili, in grado di ripiegarsi fino a un quinto delle loro dimensioni originali.

Fatti di poliuretano termoplastico stampato ad iniezione, altamente elastico e riciclabile, gli stivali sono stati ideati dalla designer ispirandosi all'acqua. Questo materiale permette loro di essere impermeabili ma al tempo stesso leggeri e pratici da trasportare, contribuendo a ridurre l'impatto sull'ambiente.

Una sera, nel febbraio 2012, mi ha beccato la pioggia. Nel tempo impiegato per tornare a casa, i miei vestiti erano bagnati fradici, e anche i miei calzini. Appena arrivata a casa ho visto una bottiglia d'acqua schiacciata. È stato interessante notare come il suo volume si riduca di un quinto, quando essa viene accartocciata per essere gettata. In quel momento, mi sono chiesta perché i miei stivali da pioggia non potessero ridurre in termini di dimensioni, proprio come la bottiglia d'acqua”, racconta sul suo sito.

sardines1

Sono nati così i Sardines. Gli stivali sono disponibili in una gamma di colori vivaci e hanno anche un cinturino elastico che può essere utilizzato per tenerli insieme una volta piegati. Purtroppo però, al momento sono solo un progetto, anche se Estel Alcaraz sta cercando di commercializzarli.

Ma non sono l'unica trovata. Per non farsi cogliere impreparati dalla pioggia improvvisa, basta avere la borsa-ombrello. Frutto della mente della designer Ayca Dundar, Drop Umbrella è una originale borsetta che all'occorrenza si apre e diventa a tutti gli effetti un riparo.

Spinta dal numero di ombrelli rotti che vedeva sporcare le strade di Londra in una giornata piovosa, Dundar ha pensato di trovare una soluzione migliore, con un meccanismo molto meno complicato. Ha così ridisegnato il concetto stesso di ombrello, diviso in sei parti. Quando non piove, l'oggetto si chiude e diventa piatto, facilitandone il trasporto. Realizzato in tessuto impermeabile, è formato da due sottili nastri di acciaio rivestiti di plastica.

Drop Umbrella2

Non si tratta però delle uniche idee di questo tipo. Anche l'Italia vanta un ombrello leggero, flessibile e 100% riciclabile. È Ginko. Semplice e con poche componenti, è realizzato in polipropilene che lo rende resistente a urti, vento ma soprattutto lo destina al corretto smaltimento nella raccolta differenziata.

Francesca Mancuso

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