Pellicce e ambiente. L'utilizzo di prodotti in pelliccia animale ha un impatto ambientale almeno 3 volte maggiore di quello causato dai prodotti alternativi in eco-pelliccia, in relazione all'effetto ambientale "eutrofizzazione acque dolci". È quanto rivela un nuovo studio di Life Cycle Assessment (LCA), commissionato dalla LAV, i cui risultati convalidano quanto già rilevato nel 2011.

Se nello studio precedente erano state messe a confronto le fasi di produzione di 1 kg di pelliccia di visone con la produzione di un analogo quantitativo di cotone, poliestere e fibre acriliche, in questo nuovo studio viene presa in considerazione l'intera 'durata della vita' dei prodotti, comprendendo quindi anche l'utilizzo e il trattamento del capo di abbigliamento, sino allo smaltimento finale.

I prodotti selezionati per questo studio sono una pelliccia di visone, comparata con un cappotto di pelliccia sintetica (con diverse basi di supporto: cotone, poliestere, lana), e un inserto in pelliccia di visone, comparato con un inserto in pelliccia sintetica. I due aspetti influenti sono la 'durata della vita' del prodotto stesso e la 'manutenzione' necessaria.

Ed è proprio quest'ultimo parametro che incide in maniera determinante sull'impatto ambientale di un prodotto in pelliccia animale rispetto a uno di pelliccia sintetica. La pelliccia animale, infatti, ha bisogno di una manutenzione specifica, tra cui la conservazione in ambienti protetti da umidità e, a seconda delle condizioni ambientali, anche refrigerati. E questo ha evidenziato le differenze, in alcuni casi enormi.

Tra i 17 effetti ambientali presi in considerazione, infatti, i fattori di differenza rilevati oscillano da un minimo di 4 e un massimo di 7 per l'effetto "cambiamento climatico"; tra 13 e 72 per "acidificazione del suolo"; tra 4 e 44 per "eutrofizzazione delle acque"; tra 6 e 64 per "consumo del suolo"; tra 83 sino addirittura a 1.537 per "ecotossicità terrestre".

lav pellicce

"La pelliccia animale è causa di sofferenza non solo agli animali ma anche all'ambiente – dichiara Simone Pavesi, Responsabile LAV Campagna Pellicce – Questo ulteriore studio dimostra ancora una volta che prodotti eco-friendly sono solo quelli che rispettano anche gli animali. Le aziende moda dovrebbero tenerne conto preferendo materiali alternativi a quelli di origine animale, in particolare quando ambiscono a costruirsi una immagine socialmente responsabile". I consumatori, quindi, hanno un ulteriore motivo per preferire abiti e accessori fur-free.

Per consultare lo studio clicca qui

Roberta Ragni

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