Una felpa di cotone? No di bottiglia!

Felpe_plastica_riciclata_playback1Il riciclo delle bottiglie di plastica non conosce confini. Abbiamo già avuto modo di mostrarvi divertenti idee da tutto il mondo e pratiche soluzioni fai da te per dar loro nuova vita. Sempre più impiegate anche nella tecnologia per costruire la scocca dei telefonini, arrivano ora interessanti e vincenti sperimentazioni anche dall'abbigliamento.

Nello specifico, l'utilizzo di bottiglie di plastica nella produzione di maglie e felpe non è affatto una novità. Lo stesso pile che circola già da decenni sul mercato, materiale derivato dalla lavorazione del PET, altro non è che plastica "raffinata". Sempre più giovani stilisti, però cominciano ad impiegare direttamente le bottiglie di plastica destinate alla discarica.


È il caso, ad esempio della Playbackclothing, un giovane brand americano che ha recentemente lanciato delle nuove t-shirt al 65% in poliestere ricavato da PET e al 35% in cotone riciclato. La particolarità di queste maglie sta nel fatto di essere senza colori, o meglio: sono degli stessi colori presenti nelle plastiche utilizzate per la loro produzione.

T-shirt_bottiglie_di_plastica

Pensando solamente che per ogni t-shirt occorrono 8 bottiglie e mezzo e calcolando che negli Stati Uniti se ne buttano 2 milioni ogni 10 minuti credo che, per una volta, facendo parlare i numeri sia facilmente intuibile il risparmio ecologico che un capo del genere possa portare. Le magliette sono acquistabili, insieme alle altre linee di capi in materiali riciclati , direttamente sullo shop del sito dove sono disponibili anche le felpe, ad un prezzo che si aggira intorno ai 20 dollari.

Felpe_plastica_riciclata_playback

All'intrno del connubio moda e PET, un'altra azienda che ha adottato il riciclo di bottiglie di plastica per la creazioni dei propri prodotti è la svizzera Switcher. Fondata da Robin Cornelius con l'obiettivo primario di trovare un modo alternativo di fare vestiti, inquinando il meno possibile e cercando l'utilizzo di materiali che facessero un numero di danni all'ambiente veramente limitato. La Switcher si è concentrata e specializzata nell'ultimo quarto di secolo nella creazione di capi che utilizzassero principalmente il cotone biologico come materiale. Di recente, però, capendo un modo ancor più efficiente ed eco-friendly per la creazione dei propri capi ha deciso di sposare anch'essa una politica produttiva incentrata sul riciclo delle bottiglie di plastica. Per la sua prima collezione in PET prevedrà una linea invernale per donna, uomo e bambino costituita da giacche, felpe e maglie. L'aspetto ancor più vantaggioso di questa nuova produzione, rispetto a quella precedente in cotone bio, sarà dato dal fatto che il PET è in grado di creare capi in grado di riscaldare maggiormente e, quindi, caldi e ideali per la stagione invernale.

Felpe_switcher

Altri vantaggi dall'utilizzo di questo materiale sono dati dal cospicuo abbassamento dei consumi del processo di produzione. Riciclare il PET, infatti, permette un minore consumo di energia nella fase di trasformazione in poliestere e, gioco forza, un evidente abbassamento di quello dell'acqua. I capi Switcher sono acquistabili direttamente sul sito in diversi modelli e colori al prezzo di circa 120 franchi.

Vestirsi utilizzando parti di bottiglie di plastica suona strano è vero, ma se questo comporta un risparmio energetico e di consumi. Inoltre non si può certo trascurare il calore - superiore al cotone - che questi capi di abbigliamento potranno dare. Il gelido inverno in alcuni paesi del nord Europa si combatte bevendo dalla bottiglia, perché in nome dell'ambiente, non provare ad indossarla?

Alessandro Ribaldi