Paghi quello che puoi: il supermercato di Toronto dove i prodotti non hanno un prezzo fisso

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Sono circa 108 milioni le persone che nel mondo fanno i conti con una situazione di grave insicurezza alimentare, per questo negli ultimi anni, stanno crescendo le iniziative che mirano da un lato, a garantire all’accesso al cibo per tutti, dall’altro a combattere gli sprechi.

Un’iniziativa che fa bene alle persone e all’ambiente arriva da Toronto dove da qualche tempo è stato aperto un supermercato molto speciale. Tra gli scaffali si trova di tutto, dai prodotti biologici fino al cibo per animali, l’unica cosa che non si trova sono i cartellini dei prezzi perché ognuno può pagare ciò che acquista, in base alle proprie possibilità economiche.

I prodotti sono donati da una rete di partner e sono cibi vicini alla scadenza o che hanno confezioni rovinate (che ovviamente non intaccano la commestibilità), molti destinati alle discariche da lì a breve.

“Il nuovo negozio vuole affrontare il problema dell’insicurezza alimentare e della lotta gli sprechi mettendo a confronto i due problemi. La procedura è semplice: prendere quei prodotti destinati alle discariche, dirottarli e consegnarli alle persone bisognose”, ha detto Jagger Gordon, lo chef di Toronto che ha lanciato l’iniziativa.

Il supermercato, che ha anche panetteria e caffè ed è nato dall’organizzazione no profit Feed It Forward, nata dopo la pubblicazione di un dato allarmante: ogni anno 31miliardi di sterline di cibo finiscono nelle discariche canadesi, mentre una famiglia su otto lotta per mettere del cibo a tavola.

I primi tentativi di Gordon di affrontare il problema sono stati straordinari, ma adesso il negozio di Toronto sembra una vera e propria rivoluzione. Lo spazio di 102 metri quadrati è aperto sette giorni su sette e offre un’ampia varietà di prodotti, dalla farina allo zucchero dalla frutta e verdura fino ai legumi. I prezzi sono a discrezione dei clienti.

“Se puoi permetterti di pagare di più, lo fai, altrimenti dai quello che puoi. Non chiederei nemmeno un soldo in più a chi non può permetterselo”, ha spiegato lo chef.

Tutti i profitti vengono riversati nel negozio, coprono l’affitto e il trasporto delle provviste. Ci sono circa 600 volontari, anche una fitta rete di raccolta fondi, donazioni. A fine giornata ciò che rimane in negozio viene consegnato in strada o lasciato in un vicino rifugio per senzatetto. La speranza di Gordon è che il suo modello venga esportato anche in altre parti del mondo:

“Si tratta di spiegare alle persone che il cibo non va sprecato perché c’è chi ne ha bisogno davvero”.

Leggi anche:

Dominella Trunfio

Foto

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche con master in Comunicazione politica, per Greenme si occupa principalmente di tematiche sociali e diritti degli animali.
Misura

“A Misura di verde”: al via il progetto che pianterà oltre 13mila alberi in Italia per combattere i cambiamenti climatici

Fairtrade

Le settimane Fairtrade del commercio equo e solidale: compra etico e scopri online l’impatto dei tuoi acquisti

Famas

Arriva la fibra di basalto per un isolamento performante

Terranova integratori

Come rafforzare il sistema immunitario prima dell’inverno

Schär

Schär Bio, il gluten free biologico che ha contribuito a far nascere una foresta

Cristalfarma
Seguici su Instagram
seguici su Facebook