foodfromthesky

Avete mai sentito parlare di supermercati che vendono il cibo prodotto sui loro tetti? No? Neanche noi, prima di vederli coi nostri occhi a Londra, dove nella zona settentrionale della città, a Crouch End, lontani dalla City abbiamo fatto questa bellissima scoperta. Il cibo che viene dal cielo, letteralmente.

Come non soddisfare la curiosità di sapere chi c'era dietro a tale geniale ma semplice idea? Una donna, Azul-Valerie Thome, un po' visionaria forse, ma con una grande speranza, quella di trasformare il panorama delle nostre città e al tempo stesso produrre qualcosa di buono per la nostra salute, oltre che per la vista. Ed è così che sopra i tetti dei supermercati Thorntons Budgens lo scorso maggio sono apparse le prime coltivazioni.

Nel bel mezzo di Crouch End, tra vari concorrenti scatenati, sorge infatti il negozio indipendente di Thorntons Budgens. Visto dal di fuori sembra un piccolo supermercato, normale all'apparenza, ma che nasconde questo segreto. Basta salire sul tetto per scoprirlo. Ben 450 metri quadrati di colore in mezzo ai palazzi alti, un rifugio dove si trovano fiori colorati e insetti, ma anche scatoli di verdure, erbe, frutta e cespugli, che vengono venduti qualche piano più giù.

L'idea del progetto “Food from the Sky” nasce quando la donna incontra Andrew Thornton, il proprietario del negozio Budgens: “Ero alla ricerca di un progetto alimentare sostenibile per un nuovo supermercato e mi chiedevo se utilizzare il tetto fosse idoneo”.

supermercato_food

E a quanto pare, lo era. Vi erano infatti le condizioni ideali per le piante, tra cui il calore legato al riscaldamento del supermercato e ai sistemi di illuminazione, convogliati sul tetto. Limitando così anche il rischio che le gelate invernali potessero danneggiare il raccolto. Ancor meno che a km 0. Che già sarebbe una grande conquista.

Da poco inoltre è stato avviato anche un corso di permacultura, per spiegare il funzionamento del progetto Food from the sky, ed è stato dato il via alle visite per le scuole primarie locali.

Cibo dal cielo, non solo perché è prodotto in alto, ma anche perché ha una valenza sociale e solidale. Gli alimenti raccolti e rimasti invenduti a fine giornata vengono distribuiti dai volontari a chi ne ha più bisogno.

Una manna dal cielo, letteralmente.

Francesca Mancuso

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