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Dalla verdura alla frutta e ancora pane, latte e uova. Benvenuti a Inconvenience, un supermercato "pay-what-you-feel", ovvero dove si paga in base alle proprie possibilità economiche. Un’idea che tende la mano ai meno abbienti e combatte lo spreco alimentare.

Sono circa 108 milioni le persone che nel mondo fanno i conti con una situazione di grave insicurezza alimentare, per questo negli ultimi anni, stanno crescendo le iniziative che aiutano l’uomo e il Pianeta.

A nord di Melbourne c’è un supermercato molto particolare avviato da Lentil As Anything, un’associazione senza scopo di lucro che ha come obiettivo quello di combattere gli sprechi e aiutare la comunità che non riesce neanche a mettere il pane nel proprio carrello.

"L'idea è di fare qualcosa per garantire l’accesso al cibo a tutti. Frutta e verdura fresche spesso non sono accessibili a chi è in difficoltà finanziaria”, spiega il coordinatore, Astrid Ryan.

Ma non solo, i responsabili spiegano che il progetto mira anche a ridurre la quantità di rifiuti alimentari della zona. Quante volte a fine giornata il cibo viene buttato nei cassonetti?

In questo caso, i prodotti provengono dai negozi vicini, tra cui Coles e Aldi, e il vicino mercato di Preston. Così si è creato un circolo virtuoso, infatti il supermercato è frequentato sia da chi non ha disponibilità economica per fare la spesa in un comune market e sia da chi non sopporta l’idea di vedere il cibo sprecato.

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“Alcuni clienti non sono bisognosi, ma vogliono contribuire a salvare il cibo dalla spazzatura, così vengo qui, lasciano una donazione in una scatola e vanno via. Per chi ha bisogno il cibo è gratis. Capiamo che altrimenti non sarebbero qui”, continua Ryan.

"Sono qui perché sono disoccupata da lunedì. Non so ancora per quanto tempo rimarrò senza lavoro e sono venuta qui per fare la spesa”, spiega Mary, una ragazza disabile.

C’è poi Pamela Marentis, 65 anni, che mette nel carrello due pagnotte di pane.

"Non mi dispiace che non sia fresco. Non amo lo spreco, so come condirlo per fargli avere ancora un ottimo sapore”, dice la donna.

Il cibo è dunque gratuito, le donazioni che i clienti possono fare, servono per pagare le spese di affitto, luce e gestione del locale, ognuno è libero di lasciare quanto ritiene opportuno, o non lasciare nulla.

“I dati sullo spreco alimentare mi convincono sempre di più che ci siano tantissime opportunità per aprire altri negozi simili, in tutto il mondo”, chiosa Ryan.

E infatti, altre iniziative simili iniziano già a prendere piede:

Dominella Trunfio

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