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Divella lancia l’allarme sui prezzi della pasta, in arrivo rincari del 38%

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Ce ne siamo accorti tutti: i prezzi dei generi alimentari al supermercato sono sempre più salati. Tra gli alimenti più colpiti dai rincari spicca uno dei più consumati e amati dagli italiani: la pasta. E la situazione è destinata a peggiorare. A lanciare l’allarme sono i pastifici italiani, in particolare il noto marchio Divella che mette in guardia su aumenti addirittura del 38%.

A dicembre gli stabilimenti produttivi si sono fermati per 15 giorni e nessuno ha comprato grano – spiega Vincenzo Divella, amministratore delegato dell’azienda pugliese in un’intervista rilasciata al Sole24Ore – Ma già ieri, alla borsa merci di Bari, la prima che si è riunita dopo il capodanno, c’è stato un aumento del 6%. I pastifici riaccendono i motori, e subito il prezzo del grano risale. E poi c’è un’altra cosa che mi preoccupa: basterà il grano nazionale, fino a giugno?

Negli ultimi mesi il prezzo del grano alla borsa di foggia è aumentato addirittura del 90%. Ma il problema non è legato soltanto alla materia prima, ovvero il grano che è in crisi.

Con l’arrivo dell’autunno, poi, ci si sono messi tutti gli altri rincari: il costo del cellophane è aumentato del 25%, il gas del 300%, l’elettricità anche – aggiunge l’amministratore delegato del pastificio Divella – Per questo a gennaio abbiamo chiesto alla grande distribuzione altri 12 centesimi al chilo. Un aumento, questo, che dovrebbe diventare effettivo con il rinnovo degli ordini alla fine di questo mese.

Secondo i dati della Coldiretti, nel 2021 il nostro Paese ha prodotto 3.800.000 tonnellate di grano, cioè il 3% in meno rispetto all’anno precedente. E su tutto il territorio nazionale i costi delle semine del grano usato per pasta e pane sono lievitati per molteplici motivi: gli aumenti dei costi del gasolio, dei fertilizzanti e dei mezzi agricoli.

Non solo pasta, tutti i generi alimentari che hanno subito una maggiorazione di prezzo

Ma la pasta non è l’unico alimento che ha subito dei forti rincari. Secondo quanto riportato dall’Unione Nazionale Consumatori tanti altri beni alimentari hanno subito una maggiorazione di prezzo importante nelle ultime settimane. Ecco di quali si tratta:

  • olio di semi (+17,7%)
  • frutti di mare (+6%)
  • olio di oliva (+4,7%)
  • pasta (+4,6%)
  • carne ovina e caprina (+3,5%)
  • pesce fresco o refrigerato e vegetali surgelati ad eccezione delle patate (+3,1%)
  • acqua minerale (+2,8%)
  • succhi di frutta (+2,6%)
  • latte a lunga conservazione, margarina e farina (+2,5%)
  • riso (+1,9%)

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Fonti: Il Sole 24 Ore/Unione Nazionale Consumatori 

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Laureata in Media, comunicazione digitale e giornalismo all'Università La Sapienza, ha collaborato con Le guide di Repubblica e con alcune testate siciliane. Appassionata da sempre al mondo del benessere e del bio, dal 2020 scrive per GreenMe
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