Prodotti per le pulizie per niente green, ma tossici per davvero

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Si trovano ormai disponibili sugli scaffali di supermercati e negozi, molti prodotti per la pulizia della casa che vantano composizioni naturali. Ma sono davvero “green” come promettono di essere? Un’analisi francese ha confrontato diversi prodotti tra loro scoprendo un’amara sorpresa.

Sulle etichette di alcuni prodotti per la detergenza troviamo in bella vista diciture come “ingredienti naturali”, “con oli essenziali”, “atmosfera floreale”, “tocco di freschezza”, ecc. Siamo così convinti di acquistare qualcosa di migliore, più naturale e rispettoso dell’ambiente. I produttori fanno presa in questo modo sui possibili acquirenti tentando di sedurli facendo passare i propri detergenti per qualcosa che in realtà non sono. Se però andiamo a leggere attentamente le etichette di questi prodotti, possiamo far crollare miseramente la loro strategia di marketing.

Non c’è però da fare di tutta l’erba un fascio, alcune aziende hanno davvero sviluppato prodotti per la pulizia della casa ecologici, la maggior parte però si accontenta solo di slogan accattivanti e dunque dell’apparenza. E’ così che il cosiddetto greenwashing fiorisce. Con questo termine si indica l’immagine positiva, ma ingannevole di sé, che danno alcune aziende dal punto di vista dell’impatto ambientale dei propri prodotti.

In pratica, sulle confezioni di detergenti spacciati per “verdi”, spesso si utilizzano termini e disegni che evocano la natura e si usa, in circa la metà dei casi, il colore verde proprio per stampare meglio nell’immaginario dei possibili acquirenti un ipotetico impegno verso l’ambiente.

Un’analisi francese condotta dalla rivista 60 Millions de Consommateurs su moltissimi prodotti per la pulizia della casa si è soffermata anche a valutare i componenti di alcuni tra quelli considerati “più verdi”. I risultati ve li potete immaginare: non è tutto oro quello che luccica.

I risultati dell’analisi francese

I 12 prodotti “verdi” analizzati sono stati valutati tutti, chi più e chi meno, decisamente non green. All’interno delle composizioni sono state trovate infatti sostanze nocive o tossiche in diversi livelli.

Spicca ad esempio il marchio Cif che offre tutta una gamma di prodotti per la casa ispirati alla natura e che ha studiato confezioni particolarmente accattivanti fatte di bottiglie trasparenti, motivi vegetali e presenza del limone. Purtroppo, però, la composizione del prodotto analizzato (lo sgrassatore con estratti di limone) rivela in realtà la presenza di allergeni (limonene e geraniolo) e conservanti irritanti per la pelle oltre che dannosi per l’ambiente.

Vi è poi il detergente ai fiori del marchio Ajax che ci mostra sulla confezione un bouquet di mughetto.  All’interno però è stata trovata una fragranza che si sospetta sia un interferente endocrino e un disinfettante che può causare ustioni ed è tossico per l’ambiente.

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Il problema della maggior parte dei prodotti analizzati è che si vantano di essere realizzati con sostanze naturali note a tutti come aceto, bicarbonato di sodio o limone ma in realtà le contengono solo in piccolissima parte. E’ il caso ad esempio del detergente multiuso St Marc con bicarbonato il cui ingrediente di punta appare solo in sedicesima posizione all’interno della composizione.

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Ci si aspetterebbe che un prodotto che afferma di essere verde abbia una composizione priva di ingredienti dannosi per la natura ma, purtroppo, almeno nei casi analizzati, non è così. In questi detergenti non sono stati trovati parabeni ma conservanti pericolosi (anche 2 o 3 insieme come nel caso del Cif), sbiancanti ottici e altre sostanze a bassa biodegradabilità e fortemente inquinanti. Nessuno quindi si è salvato ottenendo una buona valutazione.

Come possiamo difenderci? Imparando a leggere le etichette e informandoci su quali sono i prodotti per la pulizia davvero ecologici. Ulteriore alternativa è provare delle ricette di detersivi fatti in casa con bicarbonato, aceto, limone o altri ingredienti naturali. Potete sperimentare ad esempio quella del detergente multiuso al limone.

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Francesca Biagioli

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