Luffa: cos’è, come si coltiva e come si usa la spugna vegetale

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La luffa è una spugna vegetale che si ottiene dalla polpa essiccata del frutto della Luffa cylindrica. Si tratta di una spugna ecologica, biodegradabile, anallergica e atossica adatta a detergere ed esfoliare tutti i tipi di pelle.

La spugna di luffa può inoltre essere utilizzata per le pulizie domestiche e per lavare i piatti in sostituzione delle normali spugne sintetiche e, quando appare eccessivamente rovinata, può essere gettata nel compost.

Vediamo cos’è, come si coltiva la luffa e come si utilizzano le spugne naturali ricavate da questa pianta.

Cos’è la luffa, la spugna naturale e vegetale

La luffa è una spugna vegetale che si ottiene dall’essiccazione del frutto della Luffa cylindrica, pianta che appartiene alle Cucurbitacee.

La pianta della luffa produce infatti un frutto simile a una grande zucchina la cui polpa, una volta matura, appare solida, elastica e spugnosa.

Sebbene la zucchina della luffa sia commestibile, il suo consumo alimentare è poco diffuso a causa del sapore amaro e della consistenza particolarmente fibrosa.
La polpa della luffa viene dunque essiccata per ricavare spugne che possono essere utilizzate nelle pulizie domestiche, per lavare i piatti o le superfici lavabili della casa, e soprattutto per l’igiene personale, come spugna corpo sotto la doccia.

La spugna ricavata dalla luffa è disponibile in commercio in vari formati per adattarsi ai vari usi: la si trova facilmente online, in erboristeria e in tutti i negozi che trattano cosmetici naturali.

È anche possibile coltivare la pianta della luffa in orto o in giardino, in piena terra e all’interno di vasi capienti, per poi ottenere spugne vegetali sostenibili, ecologiche e a costo zero.

Come coltivare la luffa

Luffa spugna vegetale

©maramorosz/Shutterstock

Coltivare la luffa per ricavare spugne vegetali è molto semplice e alla portata di tutti. La coltivazione di questa pianta può avvenire acquistando piantine già sviluppate o procurandosi i semi in un vivaio o online.

La semina della luffa si effettua durante la primavera, da marzo a maggio, scegliendo una zona soleggiata dell’orto o del giardino e un terreno ricco di sostanza organica.

Prima di interrare i semi, è consigliabile lasciarli in ammollo in acqua per circa dodici ore, così da favorire la germinazione.

Poiché le piante di luffa si sviluppano molto producendo frutti di grandi dimensioni, è opportuno distanziare i semi di circa 50 centimetri l’uno dall’altro in un’unica fila oppure sistemare i semi in contenitori capienti, se si è scelto di coltivare la luffa in vaso.

Crescendo in verticale, la luffa si presta infatti anche alla coltivazione sul balcone o terrazzo a patto che si scelgano vasi che misurino minimo 30 centimetri di diametro e 40 centimetri di profondità. Il contenitore dovrà poi essere cosparso sul fondo di materiali drenanti come ghiaia o argilla espansa per evitare i ristagni idrici e successivamente riempito con terriccio ricco di nutrienti.

Luffa coltivazione

©Erich Teister/Shutterstock

Sia che la luffa venga coltivata in vaso sia che venga collocata in piena terra, ogni piantina avrà bisogno di una rete metallica resistente su cui potrà arrampicarsi senza cedere al peso dei frutti.

Una volta sviluppate, le piante di luffa hanno bisogno di irrigazioni abbondanti e di una concimazione regolare durante tutto il periodo di crescita.

Per quanto riguarda i parassiti che attaccano le piante di luffa, il principale problema per questa pianta è rappresentato dal mal bianco, malattia che può essere contrastata in modo biologico eliminando le parti danneggiate ed effettuando trattamenti a base di zolfo.

Come ottenere e utilizzare le spugne di luffa

Dopo la fioritura, la luffa produrrà frutti simili a grandi zucchine o cetrioli, inizialmente verdi. Con il procedere della maturazione dei frutti, questi diventeranno sempre più marroni e la pianta seccherà.

A quel punto sarà possibile raccogliere le zucchine e lasciarle seccare per qualche giorno in un luogo asciutto.

luffa vegetale

Pichet Siritantiwat/Shutterstock

Per ottenere le spugne, occorre poi eliminare il piccolo e la buccia dei frutti ed estrarre la polpa schiacciando più volte la zucca dal centro verso l’esterno. In questo modo si rimuoveranno anche i semi, che possono essere messi da parte per poi seminarli l’anno successivo.

Per ripulire in modo accurato la luffa da ogni tipo di impurità, è consigliabile lasciarla a bagno in una soluzione di acqua e bicarbonato per qualche ora, schiacciando ripetutamente la spugna e facendola poi asciugare con cura.

La spugna di luffa può essere utilizzata così com’è o dopo averla tagliata a fette di circa due o tre centimetri. Per comodità, è utile legare una cordicella a ogni spugna, così che possa asciugare facilmente dopo ogni uso.

L’utilizzo della spugna di luffa è molto semplice: la spugna da asciutta appare secca e dura, ma a contatto con l’acqua si ammorbidisce e si usa come una normale spugna sia nelle pulizie domestiche sia per l’igiene personale. La spugna di luffa è esfoliante, anallergica, ecologica e adatta a tutti i tipi di pelle.

Dopo l’uso, la spugna di luffa va fatta asciugare molto bene per evitare la proliferazione di muffe e batteri e, quando sarà rovinata, la si potrà gettare nell’umido o nel compost.

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Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, redattrice web dal 2013, ha pubblicato per Edizioni Età dell’Acquario "Saponi e cosmetici fai da te", "La Salvia tuttofare" e "La cipolla tuttofare".
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