Filtri per fermare le microplastiche in lavatrice. Obbligatori dal 2023, ma solo in Francia

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Sappiamo che le nostre lavatrici hanno un impatto ambientale non indifferente. Consideriamo ad esempio il problema delle microplastiche che vengono rilasciate da alcuni vestiti al loro interno e che poi finiscono in mare. Ecco allora che sarebbe importante che tutti gli elettrodomestici in commercio fossero dotati di specifici filtri in grado di catturarle.  

Le microplastiche sono una questione molto seria da affrontare, si trovano ormai ovunque e, secondo uno studio, anche noi ne ingeriamo ogni settimana un quantitativo che equivale al peso di una carta di credito. (Leggi anche: Le microplastiche ormai sono ovunque: vengono trasportate nell’atmosfera da un continente all’altro)

Un singolo lavaggio può rilasciare migliaia di frammenti di microplastica ed è in particolare il lavaggio delicato ad essere il più dannoso in questo senso.  (Leggi anche: Bucato: il lavaggio delicato in lavatrice rilascia più microplastiche di quello tradizionale)

Un piccolo ma importantissimo passo per evitare che le microplastiche presenti in alcuni vestiti sintetici finiscano in mare, sarebbe dotare tutte le lavatrici di filtri appositi. Si tratta di dispositivi abbastanza economici che possono catturare quasi tutte le microfibre di plastica prodotte dal lavaggio di indumenti realizzati con tessuti artificiali come ad esempio il nylon.

La Francia ha già reso noto che nel 2023 vi sarà l’obbligo di installazione di tali filtri e anche l’Ue sta valutando norme simili.

Nel Regno Unito non è previsto ancora alcun obbligo in questo senso ma un nuovo gruppo parlamentare multipartitico sulle microplastiche è stato istituito per evidenziare il problema e anche il Women’s Institute sostiene l’iniziativa, sollecitando già da tempo i produttori ad agire sulle microfibre di plastica.

In pratica, il gruppo chiede nuove regole che impongano ai produttori di montare direttamente questi filtri su tutte le lavatrici vendute nel Regno Unito, sia per uso commerciale che domestico, a partire dal 2025. Inoltre si chiede che i produttori tessili si assumano la responsabilità dei rifiuti generati dai loro prodotti a partire dal 2023  e che il Governo nomini un ministro dell’inquinamento da plastica.

E in Italia? Mare Vivo già nel 2018 aveva avanzato una proposta simile con il lancio della campagna #stopmicrofibre ma, di fatto, nel nostro paese non vi è alcun obbligo né scadenza fissata per il futuro. (Leggi anche: Per il mare ogni lavaggio è una tortura! Servono filtri più efficaci per le lavatrici #stopmicrofibre

Seguiremo con molto interesse anche eventuali decisioni in merito prese dall’Ue.

Fonte: The Guardian

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Francesca Biagioli è una redattrice web che si occupa soprattutto di salute, alimentazione naturale, consumi e benessere olistico. Laureata in lettere moderne, ha conseguito un Master in editoria
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