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L’aceto è una risorsa davvero preziosa per quanto riguarda le pulizie ecologiche. Ci viene in aiuto nella creazione di prodotti multiuso per la pulizia dei vetri e dei sanitari, è portentoso come anticalcare sia sul lavello che per rimuovere i residui che possono formarsi in stoviglie e bollitori elettrici. Come il bicarbonato, altro ingrediente indispensabile con i suoi numerosi usi alternativi, può essere utilizzato per combattere i cattivi odori.

Bisogna ricordare però che non tutte le superfici amano il contatto con sostanze fortemente acide come l’aceto. Ecco quindi che ci pare utile ricordarvi quali sono le occasioni in cui dovrete mettere da parte uno dei vostri più fedeli alleati per non rischiare d danneggiare oggetti e superfici presenti nella vostra abitazione. Nel mettervi in guardia, vi forniamo anche alcuni piccoli suggerimenti sullealternative possibili, ma pur sempre green.

1. Ricordate che l’aceto, usato puro, ha ben poco effetto sull’unto e sullo sporco ostinato di pentole e piatti. Vi suggeriamo di utilizzare per le stoviglie un detersivo completamente naturale, in cui il potere dell’aceto è rafforzato dall’azione sgrassante del limone e del sale oppure di mettere in ammollo le stoviglie in acqua calda, in cui avrete disciolto alcune scaglie di sapone a base vegetale.

2. È inopportuno utilizzare l’aceto su superfici cerate, perché rischiereste di rovinare questo tipo di rivestimento. In alternativa è opportuno utilizzare per la pulizia un semplice panno in cotone o microfibra imbevuto di acqua tiepida e ben strizzato, che funzionerà perfettamente anche contro la polvere e per la pulizia del parquet.

3. L’aceto non è raccomandato per la pulizia di superfici in vero marmo, come i ripiani di cucine e lavelli, ma anche i pavimenti. Per la pulizia del marmo si raccomanda l’utilizzo di acqua e vero sapone di Marsiglia, da ridurre in scaglie e sciogliere in acqua calda all’occorrenza.

4. Non utilizzate mai l’aceto per la pulizia dello schermo del computer o del telefonino. Potreste rischiare di rovinarli irrimediabilmente. Munitevi di un buon panno in microfibra riutilizzabile ed utilizzatelo asciutto per rimuovere la polvere o leggermente umido, e a dispositivo spento, in caso di macchie di sporco.

5. L’aceto non è adatto per la pulizia di pentole in ghisa non smaltata. La ghisa è un materiale reattivo che rischia di corrodersi o scolorire a contatto con sostanze acide, comprese quelle contenute nei cibi, come limoni o pomodori. Le pentole in ghisa devono essere pulite con acqua e asciugate subito. Per eliminare i residui di cibo è possibile strofinarle utilizzando una spugna ruvida. Lo sporco grasso potrò essere eliminato più facilmente se prima le macchie verranno cosparse con del sale.

6. Se volete utilizzare l’aceto come ammorbidente in lavatrice, non versatelo direttamente sui panni ma soltanto nell’apposito cestello, separato dal detersivo, in modo che le due sostanze non si scontrino, annullando reciprocamente il loro effetto.

7. Spesso viene consigliato l’utilizzo dell’aceto come insetticida ed antiparassitario. Fate attenzione però a non spruzzare l’aceto direttamente sulle piante da cui vorreste allontanare gli ospiti indesiderati, poiché rischiereste di danneggiarle. Proprio per questo motivo l’aceto è indicato per contrastare le erbacce (ma attenzione: tra di esse alcune potrebbero essere commestibili!).

8. Per quanto riguarda il problema delle macchie, l’aceto vi può venire incontro per eliminare gli aloni lasciati dal fango sui vestiti, le macchie di calce rimaste sugli abiti da lavoro o le tracce di deodorante che hanno ingiallito t-shirt e camice. Risulterà però inefficace rispetto alle macchie d’uovo sui tessuti, che potrebbe rendere indelebili. In questo caso intervenite strofinando la macchia con acqua e sale.

Marta Albè

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