Colgate rimuoverà finalmente il triclosan dai suoi dentifrici

colgate triclosan

Il triclosan nei dentifrici Colgate ha i giorni contati. Almeno stando a quanto riporta El Pais il quale assicura che il marchio ha in programma per il 3 febbraio, in concomitanza con il SuperBowl di Atlanta, il lancio del nuovo Colgate Total senza questo controverso disinfettante.

La nuova versione senza triclosan del dentifricio Total che verrà lanciata a inizio prossimo mese, stando a quanto affermato dalla multinazionale statunitense, è frutto di 10 anni di lavoro. Eppure la Colgate-Palmolive, che aveva già rimosso il triclosan dai suoi saponi, aveva sempre difeso questa sostanza, sostenendone la sicurezza e i vantaggi nei dentifrici per il potere igienizzante e antibatterico. Nonostante la FDA americana avesse messo in guardia e portato alla luce dei consumatori le possibili correlazioni tra triclosan e aumento dell’antibiotico-resistenza oltre ad essere considerato un potente interferente endocrino al pari del bisfenolo A e diossina, la multinazione ha sempre rassicurato:

“I comitati scientifici indipendenti della Commissione europea hanno valutato diverse volte il triclosan e hanno concluso che si tratta di un componente sicuro per un dentifricio. – si legge sul sito Colgate – Il comitato scientifico sui prodotti cosmetici e non alimentari (comitato scientifico dei prodotti cosmetici e non alimentari, SCCNFP) nel 2002, il comitato scientifico sui prodotti di consumo (SCCP) nel 2002 e 2006 e il comitato Il comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (SCCS) nel 2011 ha deciso di considerare l’uso del triclosan allo 0,3% sicuro, la concentrazione presente in Colgate Total ®, nei dentifrici. Di conseguenza, una modifica di aprile 2014 della direttiva sui prodotti cosmetici dell’UE ha confermato l’uso del triclosan, con una concentrazione fino allo 0,3%, in dentifrici. Inoltre, le due autorità sanitarie dell’UE (MHRA nel Regno Unito e HPRA in Irlanda) che hanno esaminato Colgate Total ® con il triclosan lo hanno approvato come un dentifricio medico sicuro ed efficace”.

Cambio di rotta, dunque, per il famoso dentifricio con le stelle, anche se il triclosan resta presente in tantissimi prodotti di uso quotidiano, da quelli per la pulizia della casa ai deodoranti, dagli articoli di bellezza al colluttorio. Ma cos’è esattamente ed è davvero così pericolosa?

Il triclosan è un potente composto chimico usato come conservante in grado di proteggere dalle infezioni batteriche, ma recentemente messo sotto accusa sia dalla FDA che dal SCCS, il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori della Commissione europea. Effettivamente la concentrazione massima consentita dalla UE è dello 0,3% per dentifrici e altri prodotti cosmetici come saponi, deodoranti e gel doccia, mentre dello 0,2% per i colluttori. Il problema nasce dal fatto che questa sostanza si accumula nel tempo per superare di gran lunga i livelli raccomandati e considerati sicuri, come messo in evidenza anche da uno studio dell’Università del Massachusetts che ha analizzato le setole degli spazzolini e dimostrato come l’accumulo di triclosan si moltiplichi fino a 12,5 volte la dose usuale a cui ci esponiamo con l’uso quotidiano di un dentifricio con questo ingrediente. Ma non è tutto, perchè l’esposizione al triclosan persiste anche fino a due settimane dopo.

Ma quale sono le conseguenze e i pericoli per la salute rappresentati da questo disinfettante? Al momento non esistono studi certi sulla sua nocività, ma neanche ricerche che lo scagionino, anzi. Di sicuro è da non sottovalutare la sua azione di interferente endocrino, ossia di sostanza che interferisce con gli ormoni. Uno studio ha dimostrato come l’esposizione ad alte dosi di triclosan causi una diminuzione dei livelli di alcuni ormoni tiroidei, ma si tratta di una ricerca condotte su animali che non tiene in considerazione l’esposizione prolungata a piccole dosi come avviene giornalmente nell’uomo.

triclosan-saponi

Accertata, inoltre, anche la sua attività di distruttore endocrino in particolare degli estrogeni, gli ormoni femminili e la correlazione con l’emergere della resistenza agli antibiotici oltre che l’impatto negativo sull’ambiente acquatico. Confermata in uno studio del 2014 anche la sua tossicità epatica e possibile cancerogeneità.

Insomma, nel dubbio, meglio farne a meno e il fatto che uno dei più grandi colossi al mondo ne stia facendo a meno, rappresenta un primo, grande passo per sperare di eliminarlo del tutto dalla nostra vita quotidiana.

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