Shampoo ‘senza siliconi’: non sono tutti uguali! Ecco cosa contengono davvero. I migliori e i peggiori

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Esistono in commercio diverse soluzioni di shampoo senza siliconi, sostanze che ormai sono riconosciute come particolarmente inquinanti e solo apparentemente utili per i nostri capelli. Un nuovo test di laboratorio ha messo a confronto diversi prodotti di questo tipo per valutare la presenza di sostanze problematiche, non solo a livello ambientale, ma anche per la nostra salute.

Per anni il silicone è stata la risposta che l’industria della bellezza forniva, attraverso i suoi prodotti, a chi aveva i capelli fragili e voleva garantirsi una chioma folta, lucida e liscia. Il fatto è che avere capelli apparentemente belli e sani non significa affatto che questa sia la realtà. I siliconi, infatti, avvolgono i capelli e li fanno apparire come, in realtà, all’interno non sono.

Vi è poi il problema ambientale legato all’utilizzo di queste sostanze. Alcuni siliconi sono particolarmente critici in quanto molto resistenti e dunque inquinanti. I siliconi e gli oli siliconici come il dimeticone sono tra i composti biologicamente più difficili da decomporre. Per questo non dovrebbero essere usati in detergenti e cosmetici che si lavano via con acqua. Tra di loro il D4 e D5, che subiranno forti limitazioni nell’Ue a partire dal 2020 sia negli shampoo che negli altri prodotti cosmetici. 

Fortunatamente, il mercato degli shampoo negli ultimi anni è cambiato e sono stati lanciati molti prodotti senza siliconi. Proprio su questi si è concentrata l’indagine della rivista tedesca Oko Test. Ad essere presi ad esame sono stati 41 shampoo senza silicone, venduti comunemente in Germania, ma di marche note e commercializzate anche in Italia. Tra questi molti prodotti biologici.

Il proposito dell’analisi di laboratorio era quello di valutarne la reale qualità e di capire se, a sostituire i siliconi, erano arrivate altre sostanze potenzialmente dannose. Come possiamo intuire, il fatto di leggere sulla confezione “Senza siliconi” non significa automaticamente che si tratta di prodotti realizzati “senza sostanze nocive”.

Gli shampoo analizzati sono i seguenti:

  • Alverde Volumen Shampoo
  • Lavera Shampoo Volume/ Vitalità
  • Alviana Volumen Shampoo Bio-Malve
  • Logona Volume shampoo Birra e Miele biologico
  • Ayluna Shampoo Wurzelstärke
  • Nonique Vegan Volumen Shampoo
  • Bioturm Shampoo Volume
  • Sante Shampoo Henna Volumen
  • Cosnature Volumen-Shampoo melograno
  • Terra Naturi Volumen Shampoo
  • i+m Hair Care Glanz Shampoo al limone
  • Urtekram Rose Shampoo Capelli Secchi
  • Lacura Naturals Volumen Shampoo
  • Weleda shampoo al miglio
  • Alterra Volumen-Shampoo Bio-Papaya & Bio-Bambus
  • Annemarie Börlind Volume Shampoo
  • Annemarie Börlind Volume Shampoo
  • Aveo Kräuter Shampoo
  • Balea Schönheits Geheimnisse Reichhaltiges Shampoo Aloe Vera
  • Bevola Shampoo 7 Kräuter
  • Kür Haircare Shampoo Klassik Pflege Salbei- Extrakt
  • Nivea Classic shampoo
  • Schauma Frucht & Vitamin Shampoo Glanz & Vitalität
  • Soi Shampoo Volumen
  • Today Shampoo Kraft & Fülle
  • Swiss-O-Par Shampoo Bier Volumen & Kraft
  • Biocura Hair Care Shampoo Volumen
  • CD Naturkraft Mizellen Volumen Shampoo
  • Isana Shampoo Frucht & Vitamin Orange & Sanddorn
  • Nature Box Shampoo Mandel-Öl
  • Elkos Hair 7 Kräuter Shampoo
  • Gard Professional Shampoo Volumen & Fülle
  • Garnier Fructis Aloe Hydra Bomb Hair Shampoo
  • Garnier Shampoo The Verde
  • Cien Shampoo Frutta e Vitamine
  • Syoss Volume Shampoo
  • Aussie Shampoo Aussome Volume
  • Elvital Fibralogy – Shampoo Filloxane
  • Guhl Intensiv Kräftigung Shampoo Bier
  • Herbal Essences Volume Shampoo
  • Pantene Pro-V Volume Shampoo

I risultati del test

E’ in particolare uno shampoo ad essere uscito molto male da questo test. Si tratta di quello a marchio l’Oréal (l’Elvital Fibralogy) all’interno del quale sono state trovate molte sostanze problematiche tra cui un conservante fortemente allergico, il Methylchloroisothiazolinone (CIT) oltre che muschio artificiale (che ha dimostrato di accumularsi nel tessuto adiposo e di creare danni al fegato) e il PEG (sostanza che rende più permeabile la pelle nei confronti delle sostanze esterne).

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Questo shampoo utilizza poi alcuni composti plastici che si ritiene facciano brillare i capelli. Si tratta però di sostanze che creano danni ambientali attraverso le acque reflue e di cui si potrebbe fare a meno dato esistono ottime soluzioni di origine naturale come le proteine del grano o l‘inulina dalla radice della cicoria. Di conseguenza, il prodotto in questione è stato classificato come “insufficiente”.

Anche altri 6 shampoo sono stati considerati un flop dai test di laboratorio. Si tratta di Aussie Shampoo Aussome Volume, Guhl Intensiv Kräftigung Shampoo alla birra, Herbal Essences Volume Shampoo, Pantene Pro-V Volume Shampoo, Syoss Volume Shampoo e Cien Shampoo Frutta e Vitamine.

Nel caso di Aussie Shampoo sono stati trovati parabeni che potrebbero agire da interferenti endocrini. Di possibili effetti ormonali è accusato anche il filtro UV Ethylhexylmethoxycinnamat che si trova nello shampoo di Guhl Intensiv Strengthening. Mentre il “Cien ” di Lidl è stato valutato insufficiente in quanto contiene sostanze inquinanti come il Lilial, fragranza accusata di danneggiare i sistemi riproduttivi degli animali.

Fortunatamente, però, più della metà degli shampoo senza siliconi analizzati sono stati valutati come “molto buoni” o “buoni”. Tra i migliori troviamo lo shampoo al miglio Weleda, quello alla Birra e Miele biologico di Logona e l’Henna Volume di Sante e il Lavera Volume & Power.

Buoni ed economici sono risultati invece lo shampoo Lacura Naturals di Aldi, Alverde Volume Shampoo di Dm, Shampoo volume Terra Naturi di Müller Drugstore.

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