Gaza: Garnier invia cosmetici alle soldatesse israeliane a Gaza. Insorge il web

garnier gaza

Le immagini stanno facendo il giro del web e dei social network all’estero e Al Jazeera ne ha appena dato notizia. Garnier ha inviato centinaia di prodotti di bellezza alle soldatesse israeliane che operano a Gaza, in modo che possano “farsi belle anche in tempo di guerra”. L’associaizone Stand With Us, che supporta Israele, ha pubblicato su Facebook un’immagine delle soldatesse in posa, felici e sorridenti.

E in poco tempo è stata avviata una campagna di boicottaggio online nei confronti di Garnier. Saponi, deodoranti, shampoo e altri prodtti, ecco l’omaggio di Garnier (che fa parte del gruppo L’Oreal) a chi, purtroppo, sta contribuendo ad una guerra che vede numerose vittime tra i civili, adulti e bambini.

L’immagine delle soldatesse è accompagnata da un messaggio in cui si ringrazia Garnier dell’invio dei prodotti destinati a coloro che si trovano impegnate a “proteggere Israele”. Non sono mancati i commenti immediati, espressi a sfavore di Garnier, ma anche le opinioni favorevoli e le parole di supporto. Quale significato potrebbe avere un simile gesto se non quello di farsi pubblicità – approfittando di una situazione tragica – e di dare supporto alla guerra?

Le donne, israeliane e palestinesi insieme, potrebbero unire le loro forze per lanciare un messaggio di pace. Invece, ecco le soldatesse dell’esercito di Israele sorridere nel bel mezzo della tragedia per un omaggio davvero discutibile, che avrebbe potuto benissimo non essere sfoggiato sul web.

“Usiamo sempre i prodotti Garnier prima di uccidere i bambini palestinesi bombardando scuole impiegate come rifugi” – questo uno dei messaggi utilizzati sul web per il lancio della campagna di boicottaggio contro Garnier. Ora che il supporto dell’azienda francese al conflitto è palese, continuereste ad acquistarne i prodotti? Non sarebbe stato meglio inviare aiuti alle vittime (di qualsiasi fazione) e alle loro famiglie?

Marta Albè

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