@ veronastudio/123rf.com

Creme solari: dopo le Hawaii anche la Thailandia le mette al bando per proteggere la barriera corallina

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin

Il governo thailandese mette al bando le creme solari per proteggere la fragile barriera corallina. Multe salate ai trasgressori, che possono arrivare fino a 2.100 sterline.

La Thailandia è famosa in tutto il mondo per le sue meravigliose spiagge di sabbia bianchissima, per le acque cristalline del suo mare e per la splendida quanto fragile barriera corallina. Un vero e proprio paradiso naturale, che attrae ogni anno turisti da ogni parte del pianeta. Il turismo massiccio è una manna dal cielo per il paese, che grazie ai turisti sostenta la propria economia. Tuttavia, rappresenta anche una pericolosa fonte di distruzione per il delicato ecosistema, finora non tutelato in maniera adeguata. In particolare, la presenza dei bagnanti sulle spiagge inquina gravemente l’acqua del mare e provoca danni alla barriera corallina. In che modo? Attraverso l’uso sconsiderato di creme e lozioni solari.

È emerso infatti che molte protezioni dai raggi del Sole contengono sostanze dannose per i coralli, che li danneggiano in modo grave. Ecco perché il governo thailandese, nel tentativo di proteggere la natura, ha deciso di mettere al bando nei parchi marini questi prodotti cosmetici contenenti sostanze chimiche nocive. Sono quattro, in particolare, le sostanze dannose usate nella produzione dei solari che – secondo le osservazioni degli esperti del Thai Department of National Parks, Wildlife and Plant Conservation – uccidono le larve di corallo, ne bloccano la riproduzione e provocano lo ‘sbiancamento’ della barriera.

I principali colpevoli chimici sono l’ossibenzone e l’ottinoxato, che convertono i raggi UV che causano scottature solari in calore innocuo sulla pelle umana. Facendo il bagno a mare, le sostanze spalmate sulla nostra pelle finiscono nell’acqua, diminuendo le difese dei coralli contro lo sbiancamento, danneggiando il loro DNA e il loro sviluppo. Questo danno, insieme agli effetti di altri fattori come l’acidificazione degli oceani, l’inquinamento dell’acqua, l’innalzamento delle temperature dei mari, stanno distruggendo i fragili coralli. Basta una quantità veramente minima di queste sostanze nell’acqua per provocare danni enormi: secondo uno studio, che l’ossibenzone inizia a causare seri danni ai coralli a concentrazioni pari all’equivalente di una goccia d’acqua disciolta in sei piscine olimpioniche! (Leggi ancheCreme solari senza ossibenzone: le migliori protezioni con filtri minerali e buon Inci)

L’idea del governo thailandese non è un unicum. Già l’isola di Palau (nell’Oceano Pacifico) e l’arcipelago delle isole Hawaii hanno imposto un simile divieto ai loro turisti. La multa per i trasgressori è salatissima: ben 100.000 Baht (corrispondenti a circa 2.100 sterline). (Leggi anche: Creme solari: non solo ossibenzone, le Hawaii stanno per vietare anche prodotti con questi due ingredienti pericolosi

Anche se non siamo abbastanza fortunati da trovarci su una spiaggia thailandese questa estate, possiamo comunque dare il nostro contributo alla salvaguardia dell’ecosistema marino, facendo poche semplici scelte:

  1. Informarsi sugli elementi chimici presenti nelle creme solari che utilizziamo e sui danni che questi possono fare all’ambiente
  2. Scegliere creme solari minerali, in particolare lozioni contenenti biossido di zinco non nano come ingrediente attivo principale.
  3. Evitare protezioni solari spray: buona parte di ciò che viene spruzzato lascia un residuo sulla sabbia che viene poi lavato dal moto delle onde. Anche i tuoi polmoni saranno più sani, poiché i filtri solari aerosol vengono facilmente inalati.
  4. Evitare di esporsi al sole nelle ore più calde della giornata: in questo modo si proteggerà naturalmente (e meglio) la pelle dall’azione dei raggi UV, senza usare troppi prodotti chimici; anche indossare una maglietta chiara o un cappellino può aiutare a proteggerci dal sole in modo naturale.

Le barriere coralline esistono da più di 400 milioni di anni, adattandosi ai mille cambiamenti avvenuti sul nostro Pianeta. Ma ora i cambiamenti climatici stanno imponendo un ritmo troppo incalzante e veloce perché gli ecosistemi possano tenervi testa: gli oceani si riscaldano ad una velocità impressionante, assorbendo più del 90% del calore intrappolato nell’atmosfera – troppo perché gli abitanti del mare possano adattarsi senza conseguenze. Anche in questo caso, come sempre, possiamo fare la differenza e scegliere di proteggere questo miracolo di bellezza.

Seguici su Telegram Instagram Facebook TikTok Youtube

Fonti: BBC / Ocean Conservancy

Ti consigliamo anche:

Condividi su Whatsapp Condividi su Linkedin
Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
Seguici su Instagram
Seguici su Facebook