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Piombo, arsenico e cadmio. Starete immaginando gli ingredienti di un ordigno esplosivo. Niente di più sbagliato. Solo i cosmetici che utilizziamo comunemente. A rivelarlo è stato un nuovo studio shock condotto dall'Environmental Defence del Canada realizzato insieme alla campagna Safe Cosmetics, che ha svelato l'orrore. Secondo il rapporto, dei cosmetici esaminati gran parte conterrebbero metalli pesanti tossici.

Lo studio ha testato 49 prodotti anche di marchi piuttosto noti tra cui Laura Mercier, MAC, L'Oreal, Mary Kay e Sephora e ha riscontrato che il 100 per cento dei prodotti conteneva nichel, il 96 per cento conteneva piombo e il 90 per cento berillio. Un solo prodotto, la Mineral Pigment Dus di Annabelle, è stato trovato privo di metalli pericolosi. E la cosa ancora più sconcertante evidenziata dal rapporto è che nessuno dei prodotti “incriminati” riportava la presenza di tali elementi nell'etichetta.

Ma diamo un po' di cifre. In media, in tutti i prodotti esaminati sono stati trovati almeno quattro degli otto metalli più preoccupanti, ossia mercurio, arsenico, berillio, cadmio, nichel, piombo, selenio e tallio. Il peggiore è stato il gloss Benefit Benetint che conteneva il più alto livello di piombo (110ppm), 10 volte superiore al limite fissato dalla sanità canadese.

Tuttavia, le case produttrici hanno risposto che i metalli pesanti presenti nei prodotti testati sono stati classificati come “sostanze contaminanti involontarie” per cui non sono tenuti a indicarle sulle etichette."Singole esposizioni a questi metalli anche in piccole quantità non rischiano di provocare danni, ma i metalli pesanti possono accumularsi nel corpo nel tempo e può aumentare il rischio di avere una varietà di problemi di salute” fanno sapere i responsabili della campagna Safe Cosmetics. Ciò significa che l'uso quotidiano di tali prodotti, a lungo andare, potrebbe danneggiare la nostra salute. Volete sapere quali? Scarica la lista dei cosmetici analizzati.

E in Europa? Cosa ci tutela? È recente la notizia che sul sito del Ministero della Salute sarà possibile segnalare, a partire dal prossimo anno, le incongruenze riscontrate su qualsiasi prodotto usato per l’igiene o per il make up, sulla base di quanto stabilito dalla normativa UE. Ma fino ad allora? Cerchiamodi optare per cosmetici biologici, il più naturali possibile e ovviamente non testati su animali.

Francesca Mancuso

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