Borotalco cancerogeno

Borotalco cancerogeno: ancora un altro caso di tumore alle ovaie e ancora un’altra condanna alla Johnson & Johnson. Questa è la volta Eva Echevarria, 63 anni, risarcita per un totale di 417 milioni di dollari, pari a circa 350 milioni di euro. Un mega risarcimento che conferma la cancerogenicità del talco Johnson & Johnson.

La donna di Los Angeles è una delle tantissime persone che hanno intentato causa alla multinazionale per i legami che già uno studio del 1971 aveva dimostrato tra il borotalco e la malattia.

E non è questo l'unico caso, infatti, in cui la società viene accusata per le sostanze contenute nei prodotti venduti. In totale è stata costretta a pagare 197 mln di dollari per denunce analoghe e solo negli States si contano circa 2mila denunce da vagliare, pervenute alle varie corti di giustizia. L’anno scorso un caso simile quello di Lois Slemp che aveva visto il figlio vincere a danno della Johnson & Johnson, obbligata a un risarcimento di 72 milioni di dollari.

Di tutta risposta, secondo quanto dice il Wall Street Journal, Johnson & Johnson ha annunciato un ricorso sostenendo che il suo talco non è dannoso, citando un parere a suo favore del National Cancer Institute che non ha trovato alcun legame tra il prodotto e l’insorgere della malattia. “Noi ci lasciamo guidare dalla scienza - sostiene un portavoce della società - che ci assicura la sicurezza del nostro borotalco”.

Eppure, non sono poche le analisi che si sono succedute negli anni per capire se il legame tra borotalco e cancro esiste davvero e quanto possa essere pericoloso. Non ultimi, uno studio effettuato l’anno scorso su un campione di donne afroamericane ha dimostrato che quando la polvere viene a contatto con gli organi genitali può aumentare del 44% il rischio dell'insorgere di cancro alle ovaie, così come, più indietro nel tempo, nel 2013, al Brigham and Women's Hospital di Boston si è dimostrato che le particelle di polvere applicate nelle zone dei genitali migrano nel corpo della donna e provocano un'infiammazione che permette alle cellule tumorali di prosperare

Era il 2006 quando l’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro classificò il borotalco tra le sostanze cancerogene se utilizzato sui genitali femminili, ma nessuna agenzia federale ha mai rimosso il prodotto dal mercato.

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Ma, forse, queste denunce e queste condanne poco a poco cambieranno le tendenze dei consumatori, persone sempre più attente a ciò che acquistano e aventi diritto di indicazioni certe e prodotti estremamente sicuri. Qui potete trovare tutte le alternative naturali al borotalco.

Germana Carillo

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