Coop: dopo uva, meloni e ciliegie, anche le clementine dicono addio al glifosato

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È tempo di clementine! Buone, succose, saporite e da mangiare spicchio dopo spicchio, sono la chicca del nostro inverno, la delizia cui non si più rinunciare per una merenda sana, la scorpacciata da fare nei mesi più freddi. Eppure, siamo sicuri che tutte ma proprio tutte siano sicure al 100%?

Dopo ciliegie, melone e uva, Coop punta dritto a limitare sempre di più i residui nell’ortofrutta a marchio e ad estendersi anche alle clementine.

Secondo le stime, l’Italia risulta tra i primi Paesi europei nell’uso di pesticidi per ogni ettaro che viene coltivato, pesticidi che possono contaminare aria, suolo e acqua (a essere contaminate da sostanze tossiche con valori che spesso superano i limiti di legge sono soprattutto le acque superficiali e sotterranee) e finire negli alimenti.

Cosa si può fare per evitare tutto ciò?

Sicuramente il primo passo è adottare tecnologie agricole innovative che riducano l’uso di sostanze chimiche, partendo dall’adozione di misure cautelative, passando per un’innovativa agricoltura di precisione e arrivando alla concreta riduzione dei pesticidi.

Un percorso lento e definitivo, una strada che Coop ha deciso di seguire mettendo in pratica in prima istanza il cosiddetto principio di precauzione, una serie di misure a tutela dei consumatori, come per esempio la sostituzione dell’olio di palma dai prodotti alimentari, con oli monosemi oppure olio d’oliva e la riduzione della percentuale di grassi saturi e dei composti contaminanti che EFSA consiglia di non assumere in quantità elevate.

È da questa parte, quindi, che passa l’impegno di Coop per arrivare a eliminare non solo l’olio di palma da tutti i prodotti a marchio Coop, ma anche gli Ogm, e soprattutto a ridurre e portare pari a zero l’uso di antibiotici negli allevamenti e quello spropositato dei pesticidi.

Tutto ciò non può non andare di pari passo con una migliore gestione delle attività agricole: perché si riduca l’uso di sostanze chimiche, aziende come la Coop ricorrono alla cosiddetta “agricoltura di precisione”, grazie alla quale sviluppano tecnologie in grado di migliorare l’efficienza, la resa e la sostenibilità delle coltivazioni per un continuo miglioramento delle prestazioni dei prodotti.

Un viaggio, quello intrapreso da Coop, che ora dà frutti belli e soprattutto buoni, un viaggio che ha aperto la strada alla riduzione dei fitofarmaci che cominciò già 26 anni fa, con la raccolta firme “Disarmiamo i pesticidi”, e che ha portato alla progressiva eliminazione di 4 molecole controverse – tra cui il glifosato – per il loro impatto ambientale.

Già a maggio scorso, nei reparti ortofrutta dei 1100 punti vendita Coop sono arrivate le ciliegie completamente libere dai quattro pesticidi, la prima delle 35 filiere di ortofrutta a marchio Coop che saranno progressivamente coinvolte nell’ulteriore riduzione dei pesticidi, fino all’eliminazione, per un totale di 116 fornitori e di oltre 7000 aziende agricole.

Alle ciliegie, sono seguiti poi meloni e uva e ora è la volta delle clementine, nei prossimi tre anni queste pratiche verranno estese a tutte le famiglie dei prodotti ortofrutticoli a marchio Coop per un volume complessivo di oltre 100mila tonnellate di prodotti coinvolti.

La campagna Buoni e Giusti di Coop

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Quelle delle clementine è una delle filiere scelte per la campagna Buoni e Giusti – così come i pomodori, l’olio, il miele o il latte – volta a promuovere comportamenti etici delle filiere ortofrutticole a rischio, combattendo frodifalsificazionilavoro nero e sfruttamento dei lavoratori attraverso controlli diretti sui fornitori e la sottoscrizione, da parte di quest’ultimi, di standard etici riconosciuti per ottenere precise garanzie in tema di responsabilità sociale.

Si tratta di una campagna che mette in luce e combatte una vera e propria emergenza sociale che vede in prima linea Coop e ha già coinvolto gli oltre 800 fornitori di ortofrutta nazionali e locali, che operano con più di 70mila aziende agricole.

Dal lancio della campagna nel 2016 sono state 13 le filiere sotto i riflettori e 11 le aziende espulse negli ultimi 7 anni.

Ottimo lavoro Coop!


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