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Muore l’Alcantara con tutti i suoi pesci: la Sicilia non ha più il suo fiume

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La crisi climatica e l’azione dell’uomo hanno prosciugato il fiume siciliano, da cui emergono pesci ormai privi di vita. Una situazione non diversa da quella che si osserva sulle coste della Florida, dove la marea rossa ha ucciso migliaia di pesci.

L’Alcantara è il secondo fiume più importante della Sicilia, ma è sempre più a secco. Colpa dei cambiamenti climatici, che hanno generato un’ondata di caldo torrido e azzerato le precipitazioni. Ma dietro tutto questo c’è, ovviamente, la mano dell’uomo: sotto accusa l’impresa Siciliacque, amministratrice di due centrali idroelettriche sul fiume, che sfruttano l’acqua per la produzione di energia elettrica.

Oltre a questo, la siccità che si sta abbattendo sulle coltivazioni nella regione sta portando molti agricoltori ad attingere all’acqua fluviale per l’irrigazione dei campi, con il conseguente depauperamento della risorsa fluviale. Risultato: il fiume, in molti punti completamente prosciugato, ospita cadaveri di pesci e altri animali marini ormai morti, nell’indifferenza delle autorità locali. A segnalarlo molti post comparsi sui social che denunciano questo scempio ambientale:

Dalla Sicilia… agli Usa

È invece la Karenia brevis (comunemente chiamata alga rossa) a mietere vittime fra gli abitanti del mare al largo della Florida, negli Stati Uniti. È quanto emerge dal report pubblicato online dalla Florida Fish and Wildlife Conservation Commission, che ogni settimana raccoglie e analizza campioni delle acque della baia, restando in contatto costante con le autorità locali e con i responsabili della salute. 

L’agenzia ha anche a disposizione un numero di telefono a cui potersi rivolgere in caso di avvistamento di pesci morti, malati o con anormalità. L’istituto sta collaborando, inoltre, con il Mote Marine Laboratory nel contrasto alla marea rossa, per ridurne gli effetti devastanti sull’ecosistema: oltre a monitorare la presenza delle alghe nella baia, il laboratorio fornisce informazioni sugli effetti della marea di alghe rosse che dilaga sulle coste della Florida, riportando il numero dei pesci morti, i casi di irritazione respiratoria fra i bagnanti, il colore dell’acqua, la direzione del vento. Infine, vengono elaborati modelli per prevedere altre fioriture di alghe potenzialmente dannose nell’area, con una previsione che arriva fino a quattro giorni prima dell’evento. 

marea rossa in florida

Credits: Florida Fish and Wildlife Conservation Commission

Le condizioni critiche in cui versano le coste hanno generato un’ondata di proteste di ambientalisti e cittadini, che spingono affinché le autorità locali dichiarino lo stato di emergenza e facciano qualcosa di concreto per fermare la marea.

Fonti: Ragusa News / Florida Fish and Wildlife Conservation Commission

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Ho 25 anni e sono laureata in Lingue Straniere. Sono da sempre attenta alle problematiche ambientali e rivolta a uno stile di vita ecosostenibile. Tento nel mio piccolo di ridurre al minimo l’impronta ambientale con scelte responsabili nel rispetto della natura che mi circonda.
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