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Depuratori d’acqua: meglio osmosi inversa o microfiltrazione? Differenze, costi e manutenzione

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Depuratori d’acqua, quali scegliere? Tipologie e differenze tra sistemi a osmosi inversa e a microfiltrazione

L’acqua del rubinetto di casa è potabile, e può essere impiegata per uso alimentare. Spesso, però, le caratteristiche organolettiche dell’acqua che esce dal rubinetto non sono sempre ottime e, per tale ragione, occorre installare dei sistemi di filtraggio. Soprattutto in questo periodo che è stato approvato il Bonus per l’acqua potabile, un contributo fino a 500 euro per l’acquisto proprio di sistemi depurazione dell’acqua al fine di scoraggiare l’utilizzo di quella in bottiglia. (Leggi anche: Bonus acqua potabile: cos’è, a chi spetta e come ottenerlo)

Per migliorare semplicemente il sapore, è sufficiente lasciarla scorrere per qualche minuto prima di berla, oppure basta utilizzare semplicemente anche le caraffe filtranti; ma se si desidera intervenire sull’impianto del rubinetto di casa vi sono due differenti soluzioni, ossia il sistema di osmosi inversa e quello di microfiltrazione.

Osmosi inversa e microfiltrazione: cosa sono

Osmosi inversa e microfiltrazione sono i sistemi più diffusi e utilizzati per depurare l’acqua potabile, anche se tra le alternative troviamo anche gli ionizzatori d’acqua che vanno a modificarne il Ph. 

A cosa servono? La loro funzione è eliminare quante più sostanze disciolte nell’acqua, che vanno a comprometterne il sapore e le caratteristiche organolettiche.

L’osmosi inversa ha una capacità di filtrazione che va da 0,2 a 0,5 micron; questa sfrutta l’azione dei carboni attivi per intrappolare il cloro e le varie sostanze causa del cattivo sapore dell’acqua. 

Nei sistemi a osmosi inversa vi è anche una lampada UV o altra tecnologie in grado di immettere ioni d’argento, il cui scopo è diminuire la carica batterica che si sviluppa nell’acqua per la mancanza del cloro. (Leggi anche: Il sistema di depurazione dell’acqua ispirato alla natura che potrebbe garantire acqua potabile per tutti)

La microfiltrazione, invece, è un sistema molto più semplice rispetto al precedente perché lavora tramite dei filtri per eliminare tutte le impurità. Un vantaggio è che riesce a eliminare tutte le sostanze disciolte e sospese nell’acqua, senza andarne a modificare le caratteristiche organolettiche.

Differenze tra microfiltrazione e osmosi inversa

Microfiltrazione ed osmosi inversa sono due sistemi di purificazione dell’acqua molto differenti.

Ecco le caratteristiche principali che ci permettono di distiguerli.

Consumo 

L’osmosi inversa porta a un maggiore consumo idrico, perché tale sistema non è in grado di fornire in uscita la stessa quantità d’acqua in ingresso; il motivo? La parte con le impurità finisce direttamente nello scarico. 

Con la microfiltrazione, invece, tutta l’acqua passa dai filtri e fuoriesce dal rubinetto, con una perdita idrica davvero ridotta al minimo.

Manutenzione

Entrambi i sistemi di purificazione dell’acqua necessitano una manutenzione periodica e costante. Ad esempio, se installi un sistema di microfiltrazione, i filtri vanno cambiati almeno ogni sei mesi in modo da evitare la proliferazione dei batteri. (Leggi anche: I vantaggi di bere acqua calda e come prepararla (VIDEO)

Depurazione

Per quanto riguarda il livello di depurazione dell’acqua, i sistemi di osmosi inversa riescono a eliminare il cloro, i pesticidi e tutte le sostanze sospese e disciolte; con questo processo si ottiene un’acqua pura, leggera e dal sapore gradevole. In più, l’osmosi inversa abbatte di circa il 96% il residuo fisso, ma può abbassare in modo eccessivo il livello di sali minerali.

Anche la microfiltrazione dà un’acqua pura, elimina le sostanze in sospensione, senza modificarne però il livello dei sali minerali, ossia la durezza.

Ovviamente, l’impianto di osmosi è più complesso in quanto costituito da una pompa di pressurizzazione, pre-filtri in ingresso e uscita, e un sistema di rimineralizzazione con serbatoio di accumulo. (Leggi anche: A che temperatura dovremmo bere l’acqua per aumentarne i benefici (e la perdita di peso?)

Costi

Tra i due sistemi quello più costoso è l’impianto a osmosi inversa; anche l’installazione è più complessa, visto che richiede non solo il montaggio di un serbatoio di accumulo ma anche altri componenti.  Quindi, il risultato è un aumento dei costi e più ore di lavoro.

Osmosi inversa e microfiltrazione: quale scegliere

Per orientarsi sulla scelta, tutto dipende dalle proprie esigenze. L’osmosi inversa abbatte tutte le sostanze impure presenti, ed è la scelta migliore se si ha bisogno di bere un’acqua molto leggera.

La microfiltrazione è meno costosa rispetto alla precedente. Si tratta di un sistema che dà buoni risultati, ed è in grado di migliorare notevolmente il sapore e la composizione organolettica dell’acqua.

Entrambe le soluzione eliminano il fastidioso sapore di cloro, tipico dell’acqua del rubinetto.

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Laureata in Lingue e Civiltà Orientali presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza. Ha diversi anni di esperienza nella comunicazione digitale. Appassionata di beauty, fitness, benessere e moda sostenibile.
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