Trovate tracce di coronavirus nelle acque non potabili di Parigi (ma nessun rischio per quelle potabili)

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Tracce di coronavirus nelle acque non potabili di Parigi: il laboratorio municipale Eau de Paris ha annunciato di aver ritrovato il virus ma rassicura tutti: “Nessun rischio per le acque potabili”. Queste afferiscono infatti ad una rete indipendente risultata totalmente estranea all’agente patogeno.

A Parigi coesistono due reti indipendenti, precisano le autorità francesi: quella dell’acqua potabile e quella dell’acqua non potabile, ereditata dalla fine del XIX secolo. Il laboratorio municipale Eau de Paris ha scoperto nelle ultime 24 ore tracce di SARS-CoV-2 responsabile della pandemia in corso solo sulla rete delle acque non potabili, senza nessun riscontro in quella delle acque potabili, che restano sicure.

Il test, comunque, ha rilevato la presenza del virus su 4 dei 27 punti di campionamento, quindi sono necessarie altre prove per confermare la certezza che l’agente patogeno sia realmente in grado di restare nelle acque di scarico.

Ma soprattutto, non risulta sia stata condotta alcuna prova per verificare la possibilità che tali tracce siano infettive, ovvero capaci di provocare l’infezione Covid-19. Questo resta un punto fondamentale per capire se e come muoversi con le misure di sanificazione.

Da tempo infatti si indaga sulla sopravvivenza del virus su diverse superfici e nell’aria, ma alcuni studi non concordano e soprattutto nessuna certezza esiste sulla capacità infettiva del virus che non proviene direttamente da un soggetto positivo.

In ogni caso, in nome del principio di precauzione, Parigi ha immediatamente sospeso l’uso della sua rete idrica non potabile, lasciando invece aperta al pubblico quella potabile su cui resta piena rassicurazione.

“Queste sono piccole tracce ma comunque tracce, quindi abbiamo deciso di applicare il principio di precauzione – spiega a Europe1 Célia Blauel, vice sindaco di Parigi responsabile della transizione ecologica –  e di imporre all’Agenzia sanitaria regionale di analizzare i possibili rischi presentati da queste tracce, perché non siamo certamente i soli”.

Tutto quindi ancora da dimostrare ma un’allerta che è giusto non ignorare.

“L’Agenzia dirà se è pericoloso un tale livello e quale trattamento possiamo attuare” ha dichiarato Anne Souyris, vice sindaco responsabile delle questioni sanitarie.

La rete idrica non potabile è alimentata infatti con acqua grezza prelevata dalla Senna e dal canale Ourcq, e convogliata nella rete senza pesanti trattamenti, spiegano le autorità municipali, in quanto non destinata al consumo umano.

Viene infatti utilizzata per irrigare alcuni parchi e giardini, per pulire le strade, per i laghi e le cascate di parchi e boschi, nonché per alcune fontane ornamentali in parchi o giardini attualmente chiusi al pubblico a causa dell’emergenza.

Ma nessun legame con le acque potabili.

L’acqua del rubinetto a Parigi può essere consumata da tutti senza rischi per la salute – scrive su Twitter il laboratorio municipale – Tracce di #COVID19 sono state trovate nelle acque reflue e in acque non potabili. La città di Parigi ha deciso di sospendere l’uso della sua rete idrica non potabile negli spazi pubblici”.

Parigi (e non solo) spera di ricevere risultati più sicuri nei prossimi giorni.

Fonti di riferimento: Europe1 / Eau de Paris/Twitter

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Roberta De Carolis ha una laurea e un dottorato in Chimica, e ha conseguito un Master in comunicazione scientifica. Giornalista pubblicista, scrive per GreenMe dal 2010.
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