Borracce: quando e come vanno lavate per evitare la proliferazione dei batteri? Le prove in laboratorio

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Sicurezza igienica delle borracce: quanto ne sappiamo? Non lavarle spesso significa dare adito a funghi e a microrganismi nocivi o ci si può permettere di tenerle con noi anche per più giorni senza nemmeno una risciacquata? Quel che è vero è che, in acciaio o in alluminio, le borracce per fortuna stanno prendendo sempre più piede e che comunque anche per i più distratti utilizzatori resta molto facile evitare microrganismi patogeni.

A dirlo sono le analisi condotte da Il Salvagente assieme ai laboratori del Gruppo Maurizi: insieme hanno effettuato uno studio su delle comuni borracce utilizzate per una settimana.

Nell’attesa di nuovi più approfonditi studi che dimostrino l’eventuale rilascio di metalli e di altre sostanze dalle stesse borracce (in realtà tutte sono risultate conformi alla legge), una cosa rimane certa: se continueremo a utilizzare bottiglie di plastica ai ritmi sostenuti di oggi, entro il 2050 nei nostri mari avremo più rifiuti plastici che pesci. L’unica cosa da fare allora? Continuare a preferire il riutilizzo dei contenitori.

Le analisi de Il Salvagente

Lo studio è stato svolto su comuni borracce usate da 20 persone per 7 giorni. Tre le categorie dei casi studio e per tutte e tre sono stati previsti controlli iniziali, dopo due giorni, 4 giorni e 7 giorni. Inoltre, l’acqua utilizzata per lo studio è stata erogata sempre dallo stesso rubinetto conformemente ai parametri del DLgs 31/2001.

I distratti

A un campione di 10 persone è stata data una borraccia lavata al giorno 0 dello studio. Loro hanno utilizzato la borraccia per 7 giorni riempendola nuovamente quando l’acqua terminava e senza mai lavarla con sapone. In seguito, sono state effettuate prove microbiologiche sull’acqua contenuta nella borraccia e sulla superficie della borraccia stessa tramite campionamento con tamponi.

I pignoli

A un campione di altre 10 persone è stata data una borraccia lavata al giorno 0 dello studio. Loro hanno dovuto invece utilizzare la borraccia per 7 giorni riempendola nuovamente quando l’acqua terminava, ma lavandola ogni giorno a fine giornata per la settimana di utilizzo. Anche in questo caso, sono state fatte prove microbiologiche sia sull’acqua che si trovava nella borraccia che sulla superficie della borraccia stessa mediante campionamento con tamponi.

La borraccia dimenticata

Infine, 3 borracce sono state lavate al giorno 0, rabboccate con acqua e lasciate inutilizzate per 7 giorni col tappo chiuso. Allo scadere dei sette giorni è stata effettuata un’analisi microbiologica sull’acqua contenuta nella borraccia e sulla superficie dell’acqua stessa. In questo caso si è preso quindi in ciò che avviene quando non si utilizza la borraccia per qualche giorno.

Come si legge, lo studio, effettuato conservando le borracce a temperatura ambiente, “ha valutato la potenziale contaminazione microbiologica e la possibile esposizione ad agenti contaminanti delle borracce di alluminio”.

I risultati

Come evidenzia lo studio, tutti i campioni sono stati analizzati al T0, cioè subito dopo il lavaggio e il riempimento, per controllare l’eventuale presenza di contaminazione presente sin dal principio. “La presenza di microrganismi già a questo stadio avrebbe impedito il proseguire dello studio”.

Ebbene, in tutti i casi i laboratori hanno misurato l’assenza di microrganismi patogeni in tutti i tempi di analisi e a tutte le condizioni alle quali l’acqua e i tamponi di superficie sono stati sottoposti, così come anche la carica batterica totale è risultata molto contenuta.

In particolare, le borracce del caso 1 – non lavate per tutta la durata dello studio – hanno avuto un notevole innalzamento della carica batterica dell’acqua contenuta fino alla concentrazione di 10^5 a sette giorni dal non lavaggi. I microrganismi patogeni non erano presenti però in tutti i tempi di analisi.

I tamponi di superficie effettuati in corrispondenza del foro di uscita della borraccia (quello da cui beviamo) hanno mostrato un lieve innalzamento di carica batterica”.

Anche le borracce del caso 2 hanno presentato assenza di microrganismi patogeni e carica batterica totale pressoché assente. Anche le superfici non hanno mai presentato una crescita di microrganismi degna di rilievo, tranne in alcuni casi sporadici.

borracce salvagente

©Il Salvagente

Le borracce del caso 3, quelle “dimenticate”, avevano una carica batterica totale leggermente crescente negli ultimi due tempi di analisi, ma anche in questo caso la presenza di microrganismi patogeni non c’è stata. Le superfici in questo caso non si presentano esenti completamente da microrganismi come nel caso precedente e l’interno della borraccia presentava cattivo odore. L’acqua all’interno, insomma, non va lasciata.

Come pulire le borracce

La regola numero uno è evitare il ristagno e quanto meno sciacquarle regolarmente. Se usate solo acqua basta una detersione al giorno, se invece ci mettiamo tè o succhi, meglio farlo subito dopo aver bevuto. Qui sotto trovate tutti i nostri consigli su come lavare ogni tipo di borraccia:

Fonte: Il Salvagente

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Giornalista pubblicista, laurea con lode in Scienze Politiche, un master in Responsabilità ed etica di impresa e uno in Editing. Scrive per Greenme.it dal 2009. È volontaria Nati per Leggere in Campania.
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