In Uk l'acqua dolce potrebbe finire in appena 25 anni

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Entro il 2050 in Gran Bretagna potrebbe esserci una grave crisi idrica per colpa di spreco e cambiamenti climatici

La Gran Bretagna entro il 2050 potrebbe dover affrontare una grave crisi idrica per colpa di aumento della popolazione, spreco di acqua e cambiamenti climatici. A lanciare l’allarme è l’Agenzia per l’Ambiente che invita a comportamenti virtuosi per evitare il peggio.

Nella Giornata Mondiale dell'Acqua (World Water Day) che si celebra oggi 22 marzo, l’attenzione è puntata sulla Gran Bretagna perché come dicevamo, l’Environment Agency, ovvero l’Agenzia per l’Ambiente parla di una futura crisi idrica dovuta a un eccessivo sfruttamento e cambiamenti climatici.
Gli scienziati parlano di estati secche che danneggeranno flora e fauna.

"Secondo le proiezioni, molte parti del nostro paese affronteranno deficit idrici e in particolare il sud-est, dove vive gran parte della popolazione del Regno Unito", dice il capo dell'agenzia, James Bevan.

Insomma, tra qualche anno secondo Bevan, non ci sarà abbastanza acqua per soddisfare i bisogni dei cittadini inglesi e per questo l’Agenzia invita a usarne meno visto che nel 2016 sono stati utilizzati 9500 miliardi di litri di acqua dolce e 3miliardi al giorno sono stati sprecati. La situazione non è migliorata nel 2017 dove l’acqua estratta dall’ambiente è derivata per il 18% da fiumi e il 28% da risorse idrico sotterranee.

Crisi idrica, le cause

Spreco, aumento della popolazione, energia, cambiamenti climatici. La popolazione britannica potrebbe aumentare di otto milioni nei prossimi trent'anni, arrivando a 75 milioni nel 2050 rispetto agli attuali 67 milioni.

Ma un altro settore che contribuisce in maniera sostanziale alla carenza idrica è quello dell’energia. Le centrali a gas e elettriche usano tecnologie ad alto consumo di acqua per catturare le emissioni di carbonio e immagazzinarle, senza dimenticare il fracking per estrarre il gas.

“Per evitare gravi carenze idriche, la domanda dovrebbe essere ridotta adottando misure come ridurre le perdite, disponendo sistemi di drenaggio sostenibili e riducendo l'uso personale”, continua Bevan.

Parla poi di aumento dell’offerta attraverso la “costruzione impianti di dissalazione, il trasferimento di acqua dalle aree eccedentarie a quelle deficitarie e la costruzione di bacini idrici”.

"Solo la siccità porta la gente a pensare che abbiamo un problema e approvare alcuni cambiamenti, speriamo che i cittadini prendano consapevolezza", chiosa Tony Allan, un esperto di acqua e professore emerito di geografia al King's College di Londra.

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