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Avere accesso ad acqua pulita e potabile non è un fatto scontato, soprattutto nei Paesi poveri. Per ovviare al problema delle contaminazioni idriche, in India è stato recentemente testato un particolare filtro a basso costo: si tratta di AMRIT, il frutto delle fatiche di un gruppo di ricercatori dell’Indian Institute of Technology, che promette di risolvere il gravissimo problema dell’avvelenamento da arsenico che affligge alcune aree del Paese asiatico.

AMRIT è una pompa manuale, che eventualmente può anche essere collegata alla rete elettrica e che funziona secondo un sistema di nanofiltrazione. È stata ideata dal professor Thalappil Pradeep, chimico ed esperto di nanotecnologie, e dal suo team, che hanno lavorato per quattordici anni allo sviluppo di un sistema di filtraggio dell'acqua che avesse il duplice merito di essere sostenibile e a basso costo e che fosse efficace nel rimuovere le sostanze contaminatrici, e in particolare l’arsenico, dalle acque sotterranee.

AMRIT, presentato ufficialmente nel 2012, è già stato sperimentato con successo nel Bengala Occidentale, uno degli Stati indiani, dove ogni giorno porta acqua pulita a circa 500 mila persone. Grazie al buon esito della sperimentazione, il governo federale di Nuova Delhi ha recentemente deciso di diffondere il filtro in tutto il Paese.

"Affinché sia davvero utile” - ha spiegato lo stesso Pradeep - “un filtro per l’acqua deve essere molto a buon mercato, avere una bassa impronta di carbonio, non richiedere energia elettrica e, una volta in uso, non essere fonte di contaminazione."

Attualmente, il filtro AMRIT è disponibile in due dimensioni: piccolo, pensato per le abitazioni private e dal costo di appena 16 dollari; e grande, per scuole e uffici. Quest'ultimo costa 500 dollari ed è in grado di pompare circa 80 litri di acqua pulita all’ora.

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Secondo le Nazioni Unite, in tutto il mondo ci sono 663 milioni di persone non hanno accesso ad acqua pulita e sicura. In un paese come l'India, che presenta alti tassi di povertà e, almeno nelle aree rurali, infrastrutture poco sviluppate, l'accesso all'acqua potabile è particolarmente limitato. Basti pensare che circa il 21% delle malattie diffuse del Paese dipendono dal consumo di acqua contaminata e che, stando alle stime di alcune associazioni, ogni anno sono circa 100.000 i decessi legati a patologie di origine idrica.

"Il problema con l'acqua è che i poveri soffrono mentre i ricchi trovano sempre soluzioni.” – conclude Pradeep“In molti luoghi in India, le persone pagano per colpe che non hanno. Sono destinate a soffrire, perché l'arsenico è un problema geologico. In questi casi, è lo Stato che deve offrire soluzioni."

Grazie al basso costo e alla facilità di utilizzo, un’invenzione come AMRIT potrebbe rappresentare un’autentica svolta non solo per l’India ma anche per tutte quelle aree del Pianeta afflitte da problemi legati alla contaminazione dell’acqua e troppo povere per potersi permettere soluzioni su larga scala.

Lisa Vagnozzi
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