neve acqua

Un manto nevoso ridotto in montagna significa anche acqua ridotta in pianura. Dagli Usa all'Oriente, nel prossimo secolo gran parte del pianeta potrebbe avere ancora più difficoltà ad accedere all'acqua. La causa, neanche a dirlo, è il globalwarming. L'innalzamento globale delle temperature potrebbe “chiudere i rubinetti” di oltre 2 miliardi di persone.

A lanciare l'allarme è stato un nuovo studio, condotto dagli scienziati della Columbia University. Lo scioglimento graduale della neve d'inverno regala acqua che alimenta non solo gli ecosistemi naturali ma anche città e fabbriche.

Questa risorsa potrebbe presto essere in pericolo. Nel nuovo studio, gli scienziati hanno individuato i bacini di drenaggio che dipendono dalla neve in tutto l'emisfero settentrionale. Essi attualmente servono 2 miliardi di persone in America, Europa, Medio Oriente e Asia centrale.

Tutte queste zone sono ricche di terreni agricoli, oggi in difficoltà sia a causa della sempre maggiore siccità che per via delle devastazioni legate alle guerre.

La neve è una fonte d'acqua stagionale importante soprattutto attorno alle grandi catene montuose. Dalle altitudini più elevate, il disgelo garantisce la presenza d'acqua nelle pianure durante la primavera e l'estate, in corrispondenza dei picchi della domanda dell'uomo.

Ma il riscaldamento globale sta sconvolgendo questo equilibrio .Le precipitazioni invernali sono in calo, la neve cade ad altitudini progressivamente più elevate e la fusione avviene prima.

Gli scienziati hanno osservato il calo degli accumuli di neve in molte regioni, una tendenza che continuerà. I nevai permanenti stanno scomparendo nelle Montagne Rocciose del Colorado così come nell'Himalaya e in altre aree. Quest'anno il manto nevoso della California ha raggiunto il minimo storico degli ultimi 500 anni.

“La neve è importante perché costituisce un proprio serbatoio. Ma le conseguenze del manto nevoso ridotto non sono le stesse per tutti i luoghi”, ha detto l'autore Justin Mankin.

Mankin e i suoi coautori hanno anche calcolato i possibili effetti futuri, sulla base di quante persone consumano acqua generata dallo scioglimento della neve. Hanno esaminato 421 bacini idrografici che attraversano l'emisfero settentrionale, combinando i dati di alcuni modelli climatici con quelli demografici sull'utilizzo dell'acqua. Hanno così scoperto che sono 97 i bacini che oggi servono circa 2 miliardi di persone e che dipendono dallo scioglimento della neve.

Chi vivrà nel prossimo secolo dovrà fare i conti anche con questo.

Francesca Mancuso

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