Flaska: la bottiglia riutilizzabile che migliorerebbe la struttura dell'acqua

Flasca cover

Una bottiglia in vetro amica dell'ambiente e della salute per avere sempre a disposizione acqua buona e strutturata. Anche in Italia è arrivata Flaska, una particolare e colorata borraccia che promette non solo di limitare il consumo delle odiose bottigliette di plastica, ma anche di ripristinare la struttura e la vibrazione originale dell'acqua appena uscita dalla sorgente.

Contro caldo e afa avere sempre a portata di mano acqua da bere è il primo e più consigliato gesto per contrastare colpi di calore e disidratazione. Per questo d'estate diventa ancora più importante dotarsi di una borraccia riutilizzabile da riempire all'occorrenza per limitare gli sprechi e il continuo ricorso alle costose quanto inquinanti bottiglie d'acqua in plastica usa e getta. Nonostante siano in molti a non fidarsi della cosiddetta "acqua del sindaco", e recenti fatti di cronaca avallino tale diffidenza, l'acqua del rubinetto rimane la scelta più sicura ed ecologica, soprattutto nelle città in cui i cittadini hanno a disposizione fontanelli che erogano gratuitamente acqua minerale, sia liscia che gasata.

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Ma quale materiale scegliere per la nostra bottiglia riutilizzabile? Plastica e alluminio sono comodi e leggeri, ma non proprio sicuri al 100% per via della possibilità, in determinate condizioni, di rilasciare sostanze tossiche a contatto con bevande e alimenti. Il vetro rimane, in tal senso, il materiale più ecologico e salutare in assoluto: non sprigiona elementi tossici, non rilascia cattivi odori e non altera il gusto dei liquidi. È facilmente lavabile e, cosa assolutamente non da sottovalutare, totalmente riciclabile e riutilizzabile. Ma il vetro, direte voi, è fragile e pesante da trasportare e la sua trasparenza non lo rende il massimo in fatto di mantenimento termico delle bevande. Dubbi più che legittimi, anche se le bottiglie Flaska grazie alla speciale lavorazione del vetro e a rivestimenti ad hoc in diversi materiali riescono a proteggere sia il contenuto (mantenendo fresca l'acqua al suo interno) che il contenitore. Realizzate in una vetreria toscana, eccellenza tutta italiana nella produzione di vetro robusto, infatti, resistono bene agli urti, anche perché dotate di cover protettive dal design accattivante in cotone, sughero, neoprene o silicone.

Ma il vero plus di queste bottiglie è costituito dalla particolare tecnologia che riuscirebbe a ripristinare le vibrazioni naturali e la struttura originale dell'acqua. L'acqua nel suo percorso dalla sorgente al rubinetto viaggia attraverso lunghi tubi realizzati in diversi materiali (piombo, amianto ecc.) oppure viene trasportata per chilometri in contenitori di plastica.

flaska misurazioni

Ciò provocherebbe la perdita della struttura originale che verrebbe riattivata attraverso la procedura TPS (technology of programmino silicon) in grado di imprimere diversi tipi di informazioni naturali sul vetro. Come?

Come spiegano gli ideatori delle bottiglie Flaska:

"sul vetro, infatti, vengono incisi tre simboli: il primo, il codice della serie (es.ACK1) serve per la gestione e il controllo della qualità; il secondo è un' incisione circolare detta cosmogramma o mandala, che protegge il programma vibrazionale nel vetro; il terzo contribuisce a preservare il beneficio della struttura dell'acqua. Tramite questo processo le bottiglie vengono ripulite dalla "vecchia" vibrazione aumentando così il beneficio del programma sigillato nel vetro. Le informazione vengono trasferite all'acqua quando essa entra in contatto con il vetro programmato attraverso le oscillazioni elettrodinamiche quantistiche di domini di coerenza".

A quanto pare l'idea è nata per merito di Maks Vrečko, coltivatore di fragole vicino Bled in Slovenia, innaffiò metà campo con acqua "normale" e metà con acqua strutturata. Le fragole innaffiate con acqua strutturata dal primo raccolto erano più sode, durature e le piante erano più vigorose e meno affette da malattie. Da questo esperimento Maks si appassionò al progetto e dopo un anno di studi ricerche nacque Flaska, venduta oggi in più di 12 paesi, Italia compresa.

La prova prodotto

Flaska bottiglie

Visti i presupposti ci siamo offerti di provare direttamente le bottiglie FlasKa (lo ammetto anche l'assonanza con il mio cognome ha stimolato la curiosità e l'interesse) e dopo un uso costante in diverse situazioni per circa tre mesi, posso tirare le somme e ritenermi davvero soddisfatta. Ho testato la versione da 0,50 e quella da 1 litro. La prima è diventata la mia compagna inseparabile: per andare al lavoro, in auto, al mare e durante le trasferte. Il peso non è certo la sua caratteristica migliore: non nego che in borsa ci si accorge della sua presenza, soprattutto quando è piena, ma ci si abitua presto.

flaska mare2

Al mare è stata una piacevole scoperta perché anche tenuta al di fuori della borsa termica non è diventata troppo calda e la sabbia non è stato affatto un problema.

Ho provato a portarla anche ad Expo, ma visti i controlli ai tornelli per entrare non vi consiglio di fare altrettanto, nonostante all'interno dell'esposizione ci siano le casette dell'acqua dove riempirla costantemente. A me l'hanno fatta tenere soltanto perché in stato avanzato di gravidanza, e neanche l'addetto alla security più fiscale avrebbe il coraggio di togliere dell'acqua a una donna incinta, ma, se non avete in cantiere un bebè meglio non portarla in luoghi come concerti, stadi, aeroporti (se dovete prendere un aereo vi conviene imbarcarla) o, appunto, l'Expo di Milano.

Flaska expo

La bottiglia da un litro invece la uso costantemente in casa, per portare l'acqua in tavola, sulla scrivania per ricordarmi di bere mentre lavoro al pc e, la cosa per cui l'apprezzo maggiormente, di fianco al comodino per sopperire alle frequenti arsure notturne. Non sarebbe male se avesse un boccale un po' più grande per inserire del ghiaccio (visto il caldo di questi giorni), ma probabilmente in tal modo ne risentirebbe molto la praticità nel versarla.

Per la pulizia, essendo sconsigliata la lavastoviglie nonostante sia di vetro, le pulisco tranquillamante con un normale scovolino, ma è disponibile per chi volesse anche una spazzola ad hoc.

Tirando le somme, devo dire di essere molto soddisfatta e che mi hanno fatto mettere da parte la borraccia in alluminio che solitamente utilizzavo. Non essendo una chimica (e nemmeno una fragola :P) non posso confermare o smentire il discorso della struttura dell'acqua, ma i documenti e gli studi portati ad argomentazione di questa teoria, sembrerebbero attendibili e affidabili.

Ho notato benefici? Be' in linea generale sì, ma non so se imputarli all'acqua o con molta più probabilità allo stravolgimento ormonale di questo mio particolare stato. C'è da dire però che dal punto di vista del gusto, a me sembra davvero più buona. Quello che è certo però è che da quando le utilizzo mi ricordo di bere più spesso. E già solo questo me le fa promuovere a pieni voti.

Per saperne di più www.flaskaitalia.it

Simona Falasca