monitoraggio acqua potabile inquinata veneto

Al via in Veneto un piano di monitoraggio biologico dell'inquinamento delle acque potabili rivolto alla popolazione residente. I cittadini potranno fare parte di uno studio per valutare la loro esposizione pregressa alle sostanze perfluoro alchiliche (PFAS) rilevate nelle acque ad uso potabile acque ad uso potabile. Lo studio è partito, con i contatti telefonici da parte delle Ullss alle persone interessate ad aderire volontariamente all'iniziativa.

La Regione Veneto ha deciso di coordinare e di finanziare interamente questo studio, che avviene in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità. L'emergenza inquinamento idrico in Veneto ha avuto inizio nell'estate 2013. Da quel momento sono state messe in atto le misure urgenti possibili.

Ora si passa ad un monitoraggio che avviene direttamente sulle persone per verificare la loro esposizione alle sostanze inquinanti. Si parla così di biomonitoraggio umano. Non è detto che la presenza di una sostanza inquinante abbia conseguenze dirette sulla salute dei cittadini, ma ciò potrebbe avvenire, dunque è necessario monitorare le loro condizioni di salute.

Si partirà dal monitorare gli abitanti delle zone più inquinate dagli PFAS. Verranno monitorati anche i cittadini di alcuni luoghi dove la contaminazione non è avvenuta, così da avere a disposizione un termine di paragone.

I cittadini aderenti allo studio dovranno sottoporsi alle analisi del sangue previste. I Comuni interessati dal progetto sono: Montecchio Maggiore, Lonigo, Brendola, Creazzo, Altavilla, Sovizzo, Sarego (per l'area di impatto); Mozzecane, Dueville, Carmignano, Fontaniva, Loreggia, Resana, Treviso (per l'area di controllo).

In occasione del prelievo del sangue i cittadini verranno informati riguardo al progetto, firmeranno il modulo sul consenso informato e compileranno un questionario che servirà a raccogliere informazioni utili per interpretare i dati.

Sulla base dei risultati ottenuti in questo primo studio si potrà valutare se e come procedere con eventuali ulteriori accertamenti su altri campioni di popolazione al fine di garantire progressivamente la sorveglianza e la tutela della salute.

Marta Albè

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