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Qualche giorno fa a Roma è stato lanciato l’allarme riguardo ad alcune utenze delle zone Nord della città gestite dall’Arsial (rete idrica dell’Agenzia della Regione Lazio) che, secondo le ultime analisi effettuate, avevano mostrato un'acqua con livelli di arsenico fuori norma. Adesso sotto accusa non solo l’acqua ma anche la stessa rete idrica dell’Arsial, molto vecchia e costruita ancora in parte con l’amianto.

La Procura di Roma aveva già deciso di aprire un’inchiesta per la presenza di arsenico, a questo ora si aggiunge anche la segnalazione ricevuta da due agricoltori di Malborghetto, una delle zone indicate dall’ordinanza firmata da Marino che vieta di utilizzare l’acqua fino a dicembre 2014. I due uomini, che hanno voluto rimanere anonimi, segnalano la presenza di un componente nella rete idrica ancora più pericoloso dell'arsenico: l'amianto!

Ecco cosa ha dichiarato uno di loro al Messaggero: «Alcuni decenni fa sono stato costretto dall’amministrazione pubblica ad allacciarmi all’acquedotto regionale Arsial altrimenti non avrei avuto il rilascio delle licenze utili per aprire la mia attività. Durante i lavori per l’allaccio è emerso che le condotte di Malborghetto e presumibilmente quelle degli altri sei acquedotti oggetto dell’ordinanza del sindaco, sono fatte in amianto, il famigerato materiale cancerogeno vietato dalla legge. E da quando io sono qui nessuno le ha mai sostituite».

La notizia sembra essere stata già verificata ma naturalmente servono gli opportuni controlli. Probabilmente si saprà qualcosa di più preciso dopo la valutazione dell’Osservatorio Nazionale Amianto, coinvolto per volere del consigliere regionale Fabrizio Santoni e del comitato DifendAmo Roma nella persona di Riccardo Corsetto.

Comprensibilmente è grande la preoccupazione degli abitanti della zona, soprattutto agricoltori, che per anni hanno utilizzato per se stessi e per i loro animali un'acqua contaminata anche se più volte si erano alzate voci riguardo alla presenza di arsenico oltre che di amianto in quelle zone.

Nei prossimi giorni finalmente si procederà ai primi accertamenti da parte della Magistratura.

Francesca Biagioli

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