acqua al mercurio

Acqua al mercurio, a Treviso è di nuovo allarme. Il pericolo dell'acqua al mercurio nelle falde di Treviso e dintorni risulta latente. L'inquinamento da mercurio interessa una fascia di territorio larga oltre 2 chilometri e lunga 8 chilometri e mezzo. Dal 2011, quando venne lanciato il primo allarme, le cause sono rimaste ignote.

L'inquinamento interessa l'acqua che proviene dal fondo dei pozzi, mentre non ci sarebbe pericolo per quanto riguarda le condutture. Per risolvere il problema, infatti, sarebbe sufficiente installare le tubazioni per l'acqua a partire dall'acquedotto. Da oltre due anni il mercurio è penetrato nei pozzi di numerose abitazione tra Preganziol, Treviso e Casier.

A Preganziol sono stati individuati altri 30 pozzi inquinati da mercurio, al di fuori di quella che era stata già delimitata come zona rossa. L'amministrazione comunale non ha potuto dunque che estendere l'area entro cui è vietato utilizzare l'acqua per uso umano. Il provvedimento riguarda quelle abitazioni e quegli edifici che attingono l'acqua da un pozzo ad una profondità compresa tra i 180 e i 300 metri.

La mappa della zona interessata

La zona rossa nel comune di Preganziol è stata estesa con un provvedimento precauzionale del sindaco sia a nord che a sud del territorio comunale. Comprende per quanto riguarda la zona nord via San Vitale e via Bacchina. In riferimento alla zona sud, le nuove vie coinvolte sono via Baratta, vicolo Baratta Vecchia, via Pasubio, via Monte Antelao, via Monte Piana, via dei Bersaglieri, via Volta, via Monte Cauriol, via Col di Lana, via Monte Civetta, via Monti del Sole, via Marconi, via Ca' Pesaro.

Il nuovo pericolo riguarda circa 40 famiglie che fino a questo momento hanno utilizzato l'acqua proveniente dai pozzi delle abitazioni. Gli esperti non sono ancora riusciti ad individuare le cause della contaminazione e non escludono che la fonte stessa dell'inquinamento si sia esaurita. Il timore maggiore riguarda la permanenza del mercurio nelle falde acquifere per i prossimi anni-

Le analisi condotte nel 2011 individuarono tracce di mercurio fino a 15 microgrammi per litro. Agli abitanti venne vietato di utilizzare l'acqua proveniente dai pozzi. Il problema, da quel momento in poi, è stato risolto almeno in parte grazie all'allacciamento delle abitazioni con l'acquedotto. L'Arpav prosegue i propri monitoraggi di controllo, mentre continua l'installazione di nuove porzioni di rete idrica, in attesa di individuare le cause dell'inquinamento da mercurio.

Marta Albè

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