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Nel mondo le acque pulite sono un lusso ancora per pochi: se non ci saranno progressi, nel 2015 ben 2,4 miliardi di persone non avranno servizi igienico-sanitari adeguati. E già oggi, in 800 milioni usano (e bevono) fonti d’acqua non depurate. Ecco il nuovo Dossier Hera.

Secondo l’ultimo rapporto di Unicef e Oms(dati 2001) sono 2,5 miliardi, circa il 36%, le persone nel mondo senza accesso a servizi igienico-sanitari adeguati. Di questi, 761 milioni usano servizi condivisi o pubblici e 800 hanno a disposizione per usi sanitari e culinari acqua non sicura, quindi non sempre depurata e potabile. Se il trend non diminuisce, i numeri non cambieranno: le proiezioni delle due organizzazioni al 2015, infatti, parlano ancora di un 33% di popolazione che non sarà coperto da servizi fognari.

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http://www.gruppohera.it/gruppo/com_media/dossier_depurazione/

Acque pulite, un lusso per pochi
Enormi disparità entrano in gioco paragonando la situazione alle regioni più povere del mondo, dove la gente vive soprattutto in aree rurali. Nell’Africa sub-sahariana 7 persone su 10 svolgono le normali operazioni igieniche all’aperto. In Oceania e Asia meridionale la copertura igienico-sanitaria manca rispettivamente al 70% e al 59% della popolazione. Le infrastrutture per la raccolta delle acque reflue e la depurazione, però, sono fondamentali per la sopravvivenza: si calcola che ogni anno almeno 5 milioni di persone muoiono per malattie legate all’inquinamento dell’acqua.

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Depurazione: Italia bocciata dall’Ue

In tema di depurazione, l’Italia rischia sanzioni pesantissime da parte dell’Unione Europea. Il Paese, infatti, non si è adeguato in tempo alla Direttiva comunitaria 91/271, che impone agli stati membri di dotarsi di sistemi di raccolta delle acque reflue urbane e garantire opportuni trattamenti per rimuovere le sostanze inquinanti. Oltre 800 gruppi di comuni non sono in linea con queste regole: se non ci si adegua, le multe potrebbero arrivare oltre i 700 mila euro al giorno.

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Hera: l’eccellenza nasce dall’esperienza

Oltre 14 mila km di rete fognaria e quasi 900 impianti di trattamento dei reflui, gestiti in 227 comuni. Sono i numeri del Gruppo Hera in questo settore: un’esperienza che ha radici lontane ed è ora ai primi posti in Italia. La copertura del servizio di fognatura sul territorio, infatti, è pari al 95% e il valore sale al 99% se si considerano solo i comuni con più di duemila abitanti.

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Il fabbisogno di investimenti

Nel Bel Paese il 15% dei cittadini (due su 10) non è collegato alle fognature, il 30% (tre su 10) non accede al servizio di depurazione e più del 35% dell’acqua, con punte che arrivano al 70%, si perde durante il trasporto. Per risolvere l’emergenza italiana servono 65 miliardi di euro da qui ai prossimi 30 anni. Almeno due miliardi l’anno: un obiettivo, purtroppo, ancora lontanissimo.

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A Rimini il risanamento fognario fa scuola

Il Gruppo Hera e il comune di Rimini sono i protagonisti del più grande intervento di risanamento fognario attualmente in corso in Italia. Sono stati stanziati 154 milioni di euro per la realizzazione di una serie di importanti interventi sull’intero territorio cittadino. L’obiettivo è dimezzare entro il 2016 gli scarichi a mare ed eliminarli completamente entro il 2020.

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Riutilizzo: un’altra chance per le acque depurate

Dalle ricariche delle falde acquifere all’uso in agricoltura, fino all’irrigazione di parchi o fontane cittadine. Ecco alcuni esempi virtuosi di come sfruttare, in modo sostenibile, gli scarichi idrici opportunamente depurati e trattati.

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