Sharing: 5 modi di collaborare dedicati agli anziani

The-Amazings

L’età dei fondatori delle principali piattaforme di consumo collaborativo supera raramente la soglia dei 40 anni. Brain Chesky, classe 1981 è il co-fondatore di Airbnb, la piattaforma di scambio stanze Leah Busque ideatrice di Taskrabbit, sito per lo scambio di competenze e tempo, ne ha 32, figlio degli anni Settanta è Frédéric Mazzella, fondatore di Blablacar, nota piattaforma di carpooling.

Si potrebbe fare in fretta e dire che, a dispetto di quanto avviene nei sistemi tradizionali, questo “non è un mondo per vecchi”. La verità è che gli anziani rappresentano un target difficile da avvicinare agli occhi di chi progetta i propri servizi usando interacce web: il digital divide culturale e strutturale tiene spesso questa categoria di persone lontane dagli strumenti tecnologici cui i loro nipoti sono oramai abituati (solo l’11% degli anziani in Italia ha un computer in casa e accesso a una connessione internet). Difficile tralasciare tuttavia il fatto che il 22% della popolazione mondiale entro il 2050 sarà over 60. A questo dato fanno dunque fronte alcuni modelli collaborativi on ma anche offline che fanno degli anziani un loro punto di forza o un potenziale target di riferimento, da coinvolgere o in alternativa da aiutare, spesso con l’ottica di fornire soluzioni alternative a sistemi di welfare sociale sempre più assenti o manchevoli.

1. CONDIVIDIAMO UN PASTO CALDO

Casseroleclub.co.uk è un portale inglese dedicato a far incontrare quelli che amano cucinare con quelli, del proprio quartiere, che hanno difficoltà a mettere insieme un pezzo di pane e formaggio. Uno degli obiettivi del progetto è favorire l’incontro e lo scambio tra famiglie e anziani bisognosi che il welfare pubblico riesce sempre meno a proteggere e salvaguardare. Oltre l’80% delle persone che hanno aderito, nel corso dei primi sei mesi pilota, registrano un’ età media pari o superiore agli 80 anni. Spesso aiutati dagli stessi ideatori della piattaforma ad avvicinarsi al sistema, sono entrati in connessione con nuclei del quartiere a cui possono rivolgersi quando in difficoltà. Iscrivendosi alla piattaforma si provvede a comunicare la disponibilità a invitare una persona a ritirare del cibo di troppo. Al contrario, iscrivendosi come utente, si viene assegnati a una famiglia a cui far riferimento.

2. LA SPESA IN CAMBIO DEGLI ABITI

A Torino, è da poco nato un negozio la cui formula dello swapping non coinvolge solo giovani donne in cerca di modi per svuotare l’armadio. La richiesta che la proprietaria del piccolo locale (ancora senza insegna) in piazza Emanuele Filiberto fa alle sue clienti infatti non è arrivare con buste piene di abiti tirati fuori dalla soffitta, ma con una sporta piena di spesa. Per venti euro di prodotti non deperibili si ha accesso a un credito che consente di prendere dalle grucce vecchie gonne anni Settanta, abiti optical anni Sessanta, giacche dai tagli sartoriali. Il cibo va a favore di un circuito di anziani donne che, non avendo interesse a scambiare gli abiti perfettamente conservati nei loro armadi e ancora odoranti di lavanda, con altri abiti, preferiscono avere in cambio un aiuto concreto per arrivare alla fine del mese.

3. SAGGEZZA IN CAMBIO DI INESPERIENZA

“Prova qualcosa di vecchio, impara qualcosa di nuovo” è lo strillo usato da The Amazings. Il vecchio in questione è l’anziano insegnante, mentre il nuovo è il sapore di un sapere antico ma del tutto inedito agli occhi di un giovane apprendista. E’ l’idea che sta dietro questa piattaforma inglese che fa incontrare anziani e giovani per scambiare e tramandare conoscenze su tecniche e uso di strumenti tradizionali. Come si fa a cucire un kilt? Come si suona l’ukulele? Quali sono i segreti per un perfetto giardino?

4. AFFIDAGLI IL TUO CANE

Petsharing.it è la più grande community italiana che permette di affidare temporaneamente il proprio animale domestico a qualcuno che ha piacere di prendersene cura. Per una settimana, un mese, il tempo di una vacanza, di un viaggio di lavoro o di un week end. Per gli anziani questa soluzione può rappresentare un buon compromesso per non impegnarsi con la gestione di un animale domestico e poterne tuttavia godere della compagnia per il tempo che serve.

5. L’ORTO, BENE COMUNE

Innumerevoli sono in tutta Europa le iniziative nate per far rivivere gli appezzamenti di terreno che rimangono incolti tra gli interstizi delle strade e dei condomini. Gli anziani sono spesso i destinatari privilegiati di orti urbani e sociali. Oltre cinquanta sono gli appezzamenti che fanno parte del progetto “le jardin partagés” a Parigi, di duemila metri quadrati è il grande orto condiviso progettato a Chiasso, i comuni di Fidenza, Livorno Vicenza, Rimini sono solo alcuni di quelli che hanno deliberato per la fruizione, spesso gratuita, di appezzamenti di terreno comunale a favore degli anziani.

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