Lavoro: hai tempo e capacita’? Scambia sul web

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Da un lato ci sono Stefano, che ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a trasportare un divano letto, e Roberta, che sta cercando chi ritiri i suoi abiti in lavanderia. Dall’altro ci sono Luigi, un part-time e un furgone e Anna, casalinga con molto tempo a disposizione. Oggi, dall’incontro virtuale tra queste persone si innescano prospettive di lavoro (e di guadagno) un tempo inimmaginabili.

Sfinz è una tra le piattaforme nate proprio per favorire il contatto tra chi ha necessità di commissionare “lavoretti” che non riesce a fare per mancanza di tempo o capacità e una sempre più numerosa schiera di persone che, dotate di competenza o disponibilità, può assolvere i compiti richiesti. Chiunque può pubblicare il proprio annuncio. A rispondere potrà essere un piccolo artigiano che ha inserito il proprio profilo per cercare nuovi clienti ma anche, e sempre con maggiore frequenza, uno studente universitario che deve pagare le spese dell’affitto, un disoccupato che ha voglia di far valere il proprio senso pratico, un pensionato con molto tempo libero, una casalinga che vuole arrotondare il reddito famigliare mono-stipendio. Il committente valuta i profili delle persone che si dichiarano disponibili a portare a termine il compito richiesto e si mette d’accordo con il selezionato. A commissione realizzata, lo paga.

Il gemello americano Taskrabbit è stato un pioniere nella diffusione di questo sistema di micro-imprenditoria distribuita. Dal 2008 ha facilitato migliaia di scambi e i racconti parlano di persone che grazie a Taskrabbit sono riuscite a guadagnare anche dieci mila dollari in un anno. Non una cifra da impiegato a tempo indeterminato ma certamente un buon gruzzolo, raccolto portando scarpe dai calzolai, facendo la fila fuori dall’Apple store per acquistare l’ultimo ipad per conto di qualcun altro, consegnando hamburger all’ora di pranzo o la spesa agli impiegati che rimangono in ufficio fino a tardi. Taskrabbit è il trionfo dei mestieri strani. Ma che in tempi di crisi assolvono uno specifico compito: tirare fuori la gente dalla condizione di depressione e apatia generata dalla disoccupazione o dalla sotto-occupazione.

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“Permettiamo alla persone di diventare dei micro-imprenditori, far valere ciò che sanno fare meglio, decidere quanto vogliono essere pagati per tornare a incorporare il lavoro nella loro vita” dice Leah Busque la trentenne ex ingegnere IBM che quattro anni fa ha avuto l’idea di sviluppare Taskrabbit. Oggi tiene tra le mani un gioiello del valore di 38 milioni di dollari. Che dopo essersi diffuso in nove città americane tra cui San Francisco, New York, Losa Angeles e Chicago guarda all’Europa.

In Italia nel frattempo, piccoli player locali cercano di non farsi prendere alla sprovvista. Maurizio Martinoli è il co-fondatore di Sfinz che nella sola città di Roma conta ormai ottomila iscritti e punta a farsi conoscere anche a Milano. Compito non facile: declinare all’italiana il sistema fiduciario che sostiene Taskrabbit negli Stati Uniti, dove la mancanza di una rete famigliare e sociale genera, di riflesso, il bisogno di fidarsi anche di sconosciuti. “Eppure in entrambe le società esiste una forza lavoro inutilizzata o poco utilizzata che tramite questo sistema può rimettersi in gioco o arrotondare i salari“.

A Torino è attiva invece TamTown, piattaforma che oltre a individuare coloro che potrebbero avere le capacità giuste per compiere il servizio richiesto, le geolocalizza indicandone l’indirizzo. “Rendere noto che l’offerente vive nel proprio quartiere e alimentare in questo modo la rete di vicinato sono elementi che aggiungono valore al sistema” dice Simone Graglia Ceo dell’azienda e studente neolaureato del Politecnico di Torino. Resta tuttavia difficile convincere il cittadino italiano mediamente diffidente a passare dal web per chiedere un aiuto. “Dal nostro punto di vista il fattore chiave che può spingere le persone a nuove modalità di comportamento è il tempo. La frenesia quotidiana costringe a trovare soluzioni anche lì dove non avremmo creduto di poterne trovare” continua.

Non secondaria è anche la questione del prezzo. La tariffa media a prestazione registrata da Taskrabbit è pari a quarantacinque dollari. “Non c’è dubbio che i costi applicati all’interno di Sfinz siano più bassi di quelli che si trovano sul mercato. Ciò non significa che più bassa sia la qualità del servizio – dice Maurizio Martinoli. Il prezzo è una variabile che incide sulla scelta alla pari della competenza o delle valutazioni ricevute dagli offerenti in occasione di prestazioni precedenti”.

E i pagamenti? Al momento lo scambio avviene in contanti ma è ovvio come il meccanismo necessiti di regolamentazione per evitare che diventi ricettacolo di lavoro nero. TamTown si è già dotato di sistema Paypal e sta per introdurre novità in materia di servizi aggiuntivi a garanzia delle parti; Sfinz ha in previsione di adottare invece un sistema di garanzia detto Escrow che trattiene il denaro fino a impiego chiuso e restituisce agli Sfinzer un documento a fine anno con il quale fiscalizzare l’ammontare raccolto tramite Sfinz.

@pelatelli

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