Food sharing: in un solo gesto solidarietà, impegno sociale e sostenibilità ambientale

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Vi siete mai chiesti quanto cibo sprechiamo? Secondo il Waste Watcher, uno studio gestito dall’Osservatorio internazionale contro gli sprechi (Università di Bologna), in Italia ogni anno si buttano 76 Kg di cibo a testa, pari a 12,3 miliardi di euro. Prodotti acquistati tra gli scaffali del supermercato, magari perchè in offerta, ma che poi scadono e vengono gettati nella spazzatura.

Come ci ricorda Roberto Burdese, presidente di Slow Food Italia: “Gli sprechi alimentari portano con sé rilevanti impatti negativi sia dal punto di vista ambientale che sociale. Pensiamo ad esempio alla quantità di acqua o energia necessarie durante il ciclo di vita globale del cibo, dalla semina al consumo. Dal punto di vista etico e sociale, sono sempre più evidenti gli squilibri tra i popoli che soffrono per la fame e la malnutrizione e quelli in cui il problema dell’obesità e dello spreco alimentare sono sempre più presenti”.

Molto spesso alimenti ancora buoni da mangiare vengono gettati via anzichè essere recuparati, e allora perché non utilizzare una piattaforma online per smistare il cibo in esubero in tempo reale?

E’ stata questa la domanda che ha fatto nascere Foodsharing.de un servizio in cui ognuno può mettere a disposizione dei “cestini” di cibo altrimenti destinati alla spazzatura. Siamo in Germania e dopo pochi mesi l’iniziativa è passata dall’essere patrimonio ristretto di qualche famiglia ad un vero e proprio social network in cui quotidianamente centinaia di persone si scambiano cibo destinato al macero. Un’idea che potremmo definire rivoluzionaria, volta a far raggiungere una nuova consapevolezza del valore del cibo.

L’idea è venuta a Valentin Thurn dopo aver girato il documentario “Taste the Waste“, un’inchiesta sullo spreco di cibo in Europa. Insieme a Stefan Kreutzberger, lo scorso dicembre hanno creato una piattaforma in cui negozi di alimentari, supermercati, ristoranti, produttori e privati cittadini si possono registrare per offrire alimenti che non riuscirebbero a consumare o rendendosi disponibili ad averli. Non è prevista una registrazione a pagamento e il cibo è scambiato gratuitamente. Il servizio offre una mappa che localizza i donatori e permette di mettersi facilmente in contatto con quelli più vicini.

Da febbraio anche l’Italia ha una sua piattaforma on line per recupero il cibo: si chiama I Food Share ed è stata ideata da quattro ragazzi siciliani, che si sono ispirati all’iniziativa tedesca.

“L’idea è nata alla fine del 2012” racconta Elisabetta Di Benedetto, una delle fondatrici dell’iniziativa: “Il nostro intento è quello di avvicinare il comune cittadino a gesti di solidarietà quotidiana che vadano al di là delle periodiche campagne di raccolta cibo, nei supermercati ad esempio. E in questo ci viene in aiuto la diffusione del web che favorisce fortemente la condivisione”.

Avete del cibo che non riuscite a consumare? Non buttatelo nel cestino dell’umido, iscrivetevi gratuitamente a I food Share e darete la possibilità a chi ne ha bisogno di usufruirne. In un solo gesto coniugherete solidarietà, impegno sociale e sostenibilità ambientale.

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