Referendum 2011: i verdi europei condannano il tentativo dell’Italia di sopprimere il dissenso sul nucleare

Bruxelles/Roma, 20 maggio 2011 Il Partito Verde europeo (EGP) ha condannato il tentativo del governo italiano di contrastare il processo democratico e di annullare il referendum del 12-13 giugno sull’energia nucleare.

Un’azione nazionale è prevista sabato sul territorio italiano, con catene umane formate intorno a dieci siti nucleari per protestare contro la proposta di governo – il cosiddetto decreto Omnibus – per annullare il referendum.

Una decisione del Parlamento italiano circa l’organizzazione del referendum è attesa tra il 23 e il 25 maggio.

Le proteste di sabato sono coordinate da un’alleanza di oltre 80 associazioni, con il messaggio “vota sì per fermare il nucleare“.

L’azione del governo putroppo non ci sorprende, dati i numerosi tentativi di soffocare il dibattito ed evitare che un’informazione libera ed esatta raggiunga i cittadini”, commenta Monica Frassoni, co-presidente del Partito europeo dei Verdi.

Le bugie veicolate circa l’energia nucleare comprendono ‘falsi d’autore’ che dipingono un nucleare pulito, poco costoso, sostenibile o sicuro. Tuttavia è stato ripetutamente dimostrato che la realtà è ben diversa. Una moratoria non è un’uscita definitiva e presentarla come tale è un ulteriore inganno.

Gli attivisti ambientali ed i Verdi in Italia stanno affrontando una sfida molto importante. Questo tentativo scioccante di dettare la politica e sopprimere il dissenso dovrebbe innescare l’oltraggio non solo tra i cittadini italiani, ma in tutti coloro che si preoccupano e sono toccati dai rischi del nucleare a livello nazionale ed europeo. L’impatto di questo referendum non si limita ai confini italiani, ma prepara la strada verso un’Europa senza nucleare.”

Lo scorso fine settimana, il 97% degli elettori sardi ha rifiutato l’opzione nucleare, un’ulteriore dimostrazione della forza dell’opinione pubblica su questo tema, e dell’importanza di coinvolgere i cittadini nel processo.

Rebecca Harms, co-presidente del gruppo Verde-EFA al Parlamento Europeo, ha dichiarato: “Il voto in Sardegna indica chiaramente che i cittadini non vogliono un ritorno alla follia del nucleare. Sarebbe assurdo ritornare al nucleare, proprio mentre stiamo ancora assistendo ai terribili eventi di Fukushima. Andare avanti con il nucleare proprio adesso sarebbe una scelta irrazionale, costosa e soprattutto pericolosa

Ufficio Stampa EGP

 

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