Isolamento termico: la lana di vetro contro il caro bolletta

Al caro bolletta si può rispondere anche con gli edifici “a basso consumo”: ogni anno infatti si sprecano in Europa 270 miliardi di euro a causa dell’ inefficienza energetica degli edifici. In Italia, poi, l’inefficienza è particolarmente alta, con un fabbisogno energetico medio per un edificio di 200 KWh/mq l’anno, contro i 130 della Germania e i 60 della Svezia.
Per ridurre questa fame di energia degli edifici e ottenere una casa sostenibile, una risposta viene dall’isolamento, il modo più efficace dal punto di vista dell’economia e dell’ambiente per ridurre i consumi ed abbattere le emissioni di gas serra. Proprio di isolamento termico ed acustico attuato con la lana di vetro – un materiale ad alta valenza ambientale, essendo realizzato per circa l’80% con vetro riciclato – e dei suoi effetti sulla salute si è parlato nel corso del convegno “Valutazioni scientifiche sulle lane di vetro alla luce dell’ evoluzione normativa”, organizzato dalle Università di Urbino e di Torino con la partecipazione dei maggiori esperti nazionali ed internazionali.

“La lana di vetro – ha detto Gaetano Cecchetti dell’ Università di Urbino – ha subito una evoluzione normativa dal punto di vista della tutela della salute; lo IARC ne ha modificato la classificazione, ritenendola non cancerogena per l’uomo. Per quanto riguarda le prestazioni tecniche, poi, si può affermare che è ecocompatibile, sicura in caso di incendio, resistente all’acqua e all’umidità, inalterabile nel tempo e dotata di ottime caratteristiche di isolamento, sia termico sia acustico.

Tutela della Salute

Nel 2002 lo IARC, l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro, ha inserito la lana di vetro nel gruppo 3 – agenti non classificabili riguardo alla cancerogenicità per l’ uomo – basandosi su due studi condotti negli Stati Uniti e in Europa. La conclusione del primo studio recita così: “la durata dell’esposizione, l’esposizione cumulativa, l’esposizione media ed il tempo della prima esposizione a fibre di vetro respirabili non sono associate con un aumento del rischio di tumori respiratori”. Agli stessi risultati è arrivato anche lo studio europeo. Per quanto riguarda l’irritabilità cutanea, essa è dovuta solo a fattori meccanici e non alla composizione della lana di vetro e sono quindi necessarie solo le normali precauzioni durante il suo utilizzo.

“Tutti gli studi fin qui fatti – osserva Pier Giorgio Piolatto, dell’ Università di Torino – non portano elementi che giustifichino una rivalutazione della situazione attuale. Le lane di vetro, poi, sono ormai utilizzate da 40 anni, un periodo di latenza senz’altro sufficiente per escludere la comparsa di patologie tumorali” .

Risparmio energetico e edilizia sostenibile

L’energia più conveniente è quella risparmiata. Il 40% del consumo totale di energia in Europa proviene dai suoi 160 milioni di edifici. Gli edifici consumano di più dei trasporti (33%) e dell’ industria (26%). Impiegando tecniche di coibentazione è possibile risparmiare tra il 70 e il 90% dell’energia richiesta per riscaldare o raffrescare un edificio e 3,3 milioni di barili di petrolio al giorno. Il principale responsabile delle dispersioni di energia è l’involucro edilizio e questo è tanto più vero in Italia dove circa il 70% delle case è stata costruita prima della prima legge sull’isolamento termico del 1976. La lana di vetro è un ottimo isolante, grazie al suo basso valore di conducibilità termica, che permette una funzione di controllo microclimatico ed è, per le sue caratteristiche, particolarmente adatto al clima mediterraneo. Ha inoltre una qualità in più: la quantità di energia necessaria a produrla è nettamente inferiore, in un rapporto anche di 1 a 3, di quella richiesta da altri materiali isolanti. Le prestazioni energetiche degli edifici sono regolate da una direttiva europea (Energy Performance of building Directive EPDB) che richiede agli stati una certificazione energetica. Questa direttiva ha già avuto una revisione in sede Ue e dal 2012 dovrà essere recepita anche in Italia..

Occupazione e Ambiente

Intervenire sull’efficienza energetica degli edifici potrebbe contribuire a risollevare l’edilizia italiana in crisi (94.000 posti di lavoro persi nel 2009) producendo nuovi investimenti e creando nuova occupazione (i soli interventi di efficienza energetica nelle scuole e negli uffici pubblici produrrebbero ben 150.00 nuovi posti di lavoto). In tutta Europa una buona strategia per migliorare l’efficienza energetica degli edifici produrrebbe 530.000 occupati, facendo decollare un settore importante della green economy.

In Italia sono riconducibili agli edifici il 28% delle emissioni di CO2 e sono proprio gli edifici italiani e spagnoli quelli maggiormente responsabili delle emissioni di gas serra e delle maggiori perdite di energia totale, a dimostrazione del loro scarso isolamento termico. In tutta Europa agli edifici sono attribuite emissioni di 842 milioni di tonnellate di CO2, quasi il doppio dell’obiettivo posto dal protocollo di Kyoto. Attuando interventi di isolamento le emissione potrebbero dimezzarsi, un risultato, questo, che sarebbe realizzabile, ad esempio, fermando per 15 anni i 6 milioni di auto che circolano a Londra.

Ufficio stampa Università degli Studi di Urbino

 

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