UPA e AssoComunicazione, la prima ricerca sulla sostenibilità

UPA e AssoComunicazione hanno presentato oggi i risultati della loro prima ricerca su “timori, comportamenti e attese degli Italiani nei confronti della Green Economycommissionata a GfK- Eurisko.

Oggi il tema della sostenibilità è un tema che coinvolge tutti: indietro non si torna. Ma quale importanza ha per ciascuno di noi, come debbono affrontarlo le aziende nella logica dei loro prodotti, come devono comunicarlo?

Questa ricerca vuole essere l’inizio di un percorso di monitoraggio che pone al centro della rilevazione quale sia il grado di consapevolezza degli italiani verso i temi della sostenibilità e quali priorità vengano date per perseguire obiettivi di sostenibilità. In particolare, UPA e AssoComunicazione cercano di cogliere il ruolo che la comunicazione deve avere in questo processo di sensibilizzazione e quali strumenti sia necessario mettere in campo a favore delle aziende che hanno iniziato un processo di riconversione verso la tutela dell’ambiente.

Nella sua introduzione al tema il presidente di UPA Lorenzo Sassoli de Bianchi ha sottolineato il fatto che la sostenibilità non è più un’ipotesi corsara ma la frontiera di un modello: cresce rapidamente negli italiani la sensibilità al fatto che se l’ambiente è in difficoltà tutti saremo in difficoltà. L’economia dello sviluppo è quella che poggia sulla sostenibilità, è un’economia che offre enormi opportunità, al contrario di un’economia del declino che poggia sull’indecisione, la green technology è il prossimo settore di maggiore crescita. È ormai provato che le aziende più avanzate mettono la sostenibilità a monte del processo organizzativo, trattano la sostenibilità come frontiera dell’innovazione, pensano a prodotti asserviti alla salvaguarda dell’ambiente: i benefici sociali superano i costi finanziari.

Gli specialisti della comunicazione devono anche loro avanzare con nuove idee e nuovi linguaggi ed essere capaci di innovarsi insieme ai prodotti. Questa ricerca vuole essere di supporto e di stimolo al lavoro comune di aziende ed agenzie e il suo sviluppo nel tempo servirà a monitorare atteggiamenti ed evoluzioni.

Nel suo intervento Diego Masi si è concentrato sul cambiamento che la Green Communication porterà nel mondo della comunicazione. Per il presidente di AssoComunicazione la “rivoluzione verde” è solo agli inizi ma la velocità della sua avanzata cresce in modo esponenziale, accompagnata da fattori quali lo sviluppo del digitale e la recessione economica che ne accelerano la corsa. E presto coinvolgerà tutti gli aspetti della nostra vita, fino a diventare la nuova normalità. La comunicazione non sarà immune al cambiamento, tanto più che la industry vive da tempo una crisi strutturale che la “strana coppia” digitale e recessione ha contribuito a rendere più evidente, sottolineando l’urgenza di un ripensamento riguardante sia il modello di agenzia e sia il contenuto dei messaggi. E come il green diventerà a poco a poco la norma, così la Green Communication diventerà il nuovo standard della comunicazione, svolgendo un ruolo di primo piano nell’aiutare le agenzie creative a uscire dalla crisi, ridando ruolo e centralità alla loro funzione. L’agenzia del futuro sarà più consulenziale e progettuale e soprattutto sarà digitale. Perché i valori della Green Communication sono da sempre nel DNA del web: trasparenza, chiarezza e dialogo con il consumatore, che sarà il focus di ogni strategia di marketing, prendendo il posto del prodotto. I risultati della ricerca sottolineano che anche in Italia i tempi della rivoluzione verde si avvicinano e le agenzie si stanno attrezzando in vista del cambiamento, trovando in questo modo un nuovo slancio in grado di aiutarle ad affrontare quei problemi strutturali rimasti irrisolti per troppo tempo.

Sono stati quindi illustrati da Giuseppe Minoia, presidente di GfK-Eurisko, i principali risultati della ricerca: dopo i due temi drammatici della disoccupazione e della crisi economica la tutela dell’ambiente è la terza preoccupazione nell’animo degli italiani con un 90% di adesione, in particolare per i cambiamenti climatici, l’inquinamento dell’aria e il problema dello smaltimento rifiuti. Gli italiani escono da questa ricerca in una fase di pre-ambientalismo: più arretrati rispetto ad altri paesi, in una specie di apprendistato più lento che altrove ma con il convincimento che indietro non si torna.

Certamente il 77% degli italiani ritiene che i propri comportamenti siano oggi più attenti rispetto al passato, prestano maggior attenzione alle notizie che si riferiscono all’ambiente possono essere disposti a spendere qualche cosa di più per prodotti a basso impatto ambientale. Vogliono essere più informati dalle grandi istituzioni pubbliche, si aspettano delle proposte sulle città, sull’energia e si stanno rendendo conto di ciò che è opportuno fare per disturbare meno l’equilibrio ambientale.

Gli italiani dimostrano di avere più fiducia (quasi il 50%) nelle aziende/marche che esprimono sensibilità ambientale, sono disposti a pagare di più i loro prodotti (34%) ma vogliono più informazioni credibili dal mondo della produzione su ciò che si sta preparando per rendere la vita più sostenibile.

Hugh Hough e Hank Stewart, rispettivamente presidente e vice presidente Brand Strategy di Green Team Usa, hanno raccontato “dall’interno” il mondo della Green Communication e il processo di cambiamento che essa ha innescato negli Stati Uniti. Green Team Usa è infatti un’agenzia di comunicazione newyorkese a servizio completo, nata nel 1993 e focalizzata sugli Awakening Consumers, un gruppo in rapida crescita di opinion leader le cui scelte d’acquisto, effettuate su base valoriale, guidano la sempre più diffusa richiesta di responsabilità da parte delle aziende. Il loro intervento si è incentrato sulla spiegazione di quelle che sono, secondo la loro esperienza, le “Six Golden Rules of Green Communication”:

  1. Racconta la verità
  2. Cammina prima di parlare
  3. Condividi il tuo vantaggio
  4. Tieni a mente le partnerships
  5. Conosci la tua supply chain
  6. Tieni la mente aperta

Sei regole d’oro che ci fanno capire che la Green Communication è qualcosa di veramente nuovo, destinato a influenzare profondamente tutto il mondo della comunicazione.

Giulia Rubino
Ufficio Stampa AssoComunicazione

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